Sulla via di Damasco

ANNO PAOLINO

Era il 28 giugno 2008 quando il vescovo di Imola, mons. Tommaso Ghirelli, annunciò alla diocesi l’inizio dell’anno giubilare dedicato all’Apostolo delle genti, indicandone il programma generale articolato in quattro punti: indulgenza giubilare, pellegrinaggi, predicazione e mostra itinerante. Un anno che viene a inserirsi dentro il percorso del Sinodo diocesano, allora nella fase preparatoria, oggi in procinto di entrare nella fase esecutiva. Tra le iniziative più rilevanti dell’anno giubilare il pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, che partirà il 18 marzo, e la mostra itinerante “Sulla via di Damasco”. Eugenio Dal Pane, ideatore e organizzatore della mostra voluta dalla Cei, vive e lavora a Castel Bolognese, vicino ad Imola, dove ha la casa editrice Itaca, che stampa libri di impronta cristiana. Già negli anni scorsi Dal Pane aveva organizzato due mostre per la diocesi: la prima dedicata ai dipinti di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, la seconda sui benedettini. Due mostre “importate” dal meeting di Rimini, ma che Dal Pane aveva arricchito con un catalogo e soprattutto con eventi culturali collaterali.

Le tappe della mostra.
La prima tappa della mostra “Sulla via di Damasco” è stata a Massa Lombarda, dove c’è l’unica chiesa della diocesi dedicata a San Paolo, o meglio alla sua Conversione. Seconda tappa è Imola, dove la mostra è stata inaugurata il 7 febbraio e rimarrà fino al 28 febbraio. Infine si sposterà nell’altro grosso centro della diocesi, Lugo di Romagna, rimanendovi dal 14 al 29 marzo. “Dove attingere l’ispirazione e l’energia per uscire da una vita rassegnata e mediocre? Chi può mettere in contatto personale con Gesù Cristo, così che i valori evangelici escano dal limbo dei pii desideri e cambino realmente l’esistenza quotidiana? Anche la visita ad una mostra – meglio se con l’intervento di una guida – può rivelarsi efficace per far nascere un rapporto nuovo con Paolo, l’apostolo di Gesù”. Così si è espresso mons. Tommaso Ghirelli nel suo messaggio riportato dal settimanale diocesano “Il Nuovo Diario Messaggero”. Il vescovo ha poi ricordato come, “a duemila anni dalla nascita”, la figura di San Paolo non sia “meno attuale né meno incisiva; anzi, si direbbe che i problemi posti recentemente dalla diffusione delle tecnologie digitali, dalla globalizzazione, dal più imponente movimento migratorio che la storia conosca, facciano cogliere ulteriormente la sua modernità”.

Un’indicazione di metodo.
Inaugurando la mostra a Imola, sabato 7 febbraio, mons. Ghirelli ha sottolineato che, “pur essendo geloso custode della religiosità e delle tradizioni ebraiche, Paolo di Tarso si inserì nella cultura greca e nelle istituzioni civili per poter comunicare senza limiti di sorta l’esperienza della «vita nuova» incontrata sulla via di Damasco. Non se ne ricava solamente un esempio straordinario: è un’indicazione di metodo, una strada aperta, che invita a mettersi in cammino insieme e a fare comunità”. E a San Paolo uomo “moderno” il vescovo ha dedicato un’ulteriore riflessione: “San Paolo rende moderno chi lo avvicina, perché lui per primo si è lasciato avvicinare e rinnovare da Gesù Cristo. È impressionante la capacità di cambiamento – e quindi la responsabilità – che un evento come l’Anno Paolino – e all’interno di esso la mostra «Sulla via di Damasco» – può mettere in atto. Mi auguro fermamente che molti colgano quest’opportunità”. Molti hanno già colto questa occasione: non solo i trecento e più presenti all’inaugurazione, e gli altrettanti che la sera precedente avevano ascoltato due relazioni sulla mostra e su San Paolo; sono già centinaia quanti si sono recati alla mostra, mentre una cinquantina di classi hanno prenotato la visita. Miracolo nel miracolo, la mostra è ospitata nella splendida chiesa di Sant’Agostino, opera dell’architetto Cosimo Morelli che risale alla fine del Settecento. Una chiesa che riapre dopo quindici anni di lavori che l’hanno riportata allo splendore originario, e che sabato prossimo, 14 febbraio, ospiterà un concerto dedicato a San Paolo.

a cura di Evaristo Campomori
direttore “Il Nuovo Diario Messaggero” – Imola

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