Chiese europee

ANNO PAOLINO

Portogallo
Tutte le diocesi del Portogallo si sono mobilitate per aprire le celebrazioni dell’Anno giubilare dedicato a San Paolo (28 giugno 2008 – 29 giugno 2009). In una nota la Conferenza episcopale del Portogallo segnala che questo Anno coincide con la celebrazione ad ottobre del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio; di qui l’auspicio che il grande Apostolo della Parola “possa essere una guida per scoprire più profondamente il posto della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Secondo l’agenzia internazionale Fides, con riferimento ai frutti che potrà dare questo Anno alla Chiesa del Portogallo, i presuli affermano che San Paolo costituisce un esempio per ampliare gli orizzonti dell’annuncio del Vangelo e promuovere una nuova evangelizzazione, perché oggi “la Chiesa corre anche il pericolo, come all’epoca di San Paolo, di limitare l’annuncio di Gesù Cristo a quelli che sono nel suo ovile, comprendono il suo linguaggio e conoscono le sue leggi, e ha difficoltà ad annunciare a Gesù Cristo in una società sempre più secolarizzata”. L’Anno Paolino potrà aiutare anche a organizzare la pastorale specifica per portare l’annuncio del Vangelo a quelli che non credono o hanno abbandonato la vita cristiana. “Evangelizzare – prosegue la nota – non è una strategia: è una passione di amore per Cristo e i fratelli”. Di qui la proposta di alcuni strumenti pastorali, come “Un anno per camminare con San Paolo”, itinerario catechetico nel quale si percorrono le principali tappe della vita cristiana per 52 settimane avendo Paolo come guida, e l’indicazione di tenere in maggiore considerazione i testi dell’Apostolo, soprattutto nelle omelie. A tale fine la Commissione nazionale di liturgia ha preparato alcuni strumenti per i pastori. Durante l’Anno giubilare, le facoltà di teologia offriranno sessioni di studi sul Santo. Il 25 gennaio 2009, festa della sua conversione, è prevista una grande celebrazione nazionale a Fátima. Le Edizioni San Paolo hanno organizzato un’esposizione itinerante chiamata “Paolo, Apostolo di Gesù Cristo” che percorrerà le diocesi del Portogallo.

Belgio
“La Chiesa non poteva lasciar passare inosservato questo anniversario” poiché “Paolo fu, insieme a Pietro, una delle figure più grandi dell’inizio del cristianesimo”. Mons. Joseph De Kesel, vescovo ausiliare del vicariato di Bruxelles, all’indomani dell’apertura dell’Anno Paolino, riconosce che “numerosi fedeli ritengono Paolo un autore difficile”. “La sua figura è molto conosciuta – osserva -; le sue lettere molto meno. Egli ha tuttavia giovato un ruolo molto importante nella Chiesa primitiva, e si è confrontato con i grandi problemi del suo tempo indicandovi le soluzioni”. Soluzioni per mons. De Kesel “allora innovatrici e tuttora attuali”. Tra queste, “l’idea di proporre il cristianesimo a tutte le nazioni. La Chiesa delle origini gli deve in gran parte la scoperta dell’universalità. Egli ha saputo unire popoli con orizzonti molto diversi: un messaggio quanto mai attuale in un mondo come il nostro che da un canto si globalizza sempre più, dall’altro tende a ripiegarsi su se stesso”. Di fronte al “timore dell’altro”, afferma mons. De Kesel, “Paolo ci richiama all’apertura”. Ma la sua è anche la testimonianza di un “incontro radicale”: quello “con Cristo”. In occasione dell’Anno Paolino, annuncia il presule, “il nuovo documento dei vescovi belgi, intitolato «Incontrare Dio nella sua Parola» e che verrà diffuso nel prossimo mese di settembre, è dedicato a san Paolo”. Tra le iniziative previste nel Paese, “la solenne celebrazione della conversione dell’Apostolo il prossimo 25 gennaio, a conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”.

Slovacchia
In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Paolino, i vescovi slovacchi hanno pubblicato una lettera pastorale. Nel documento i vescovi ricordano come Paolo, “un ebreo della tribù di Beniamino”, fosse stato allevato fin da piccolo in un contesto di “profonda fede ebraica”. Anche le celebrazioni di Roma per l’apertura dell’Anno Paolino sono state seguite in modo particolare dai fedeli slovacchi: motivo dell’attenzione è la consegna del Pallio ai due nuovi metropoliti del Paese, mons. Stanislav Zvolensky, arcivescovo di Bratislava e l’arcivescovo greco-cattolico di Presov Jan Babjak, la cui giurisdizione si estende per tutto il territorio slovacco. In occasione dell’evento, circa 500 fedeli hanno partecipato, insieme con i neo-arcivescovi ad un pellegrinaggio della Chiesa cattolica dei due riti, in segno di ringraziamento per la nuova regolamentazione dei confini diocesani, introdotta nel marzo scorso. Durante una Messa celebrata a santa Maria Maggiore, mons. Zvolensky ha fatto riferimento all’Anno Paolino, così come agli Apostoli Cirillo e Metodio, la cui festa viene celebrata il 5 luglio. Alla celebrazione hanno preso parte anche il cardinale ceco Tomas Spidlik e l’ambasciatore slovacco presso la Santa Sede, Jozef Dravecky.

(03 luglio 2008)

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