Il viaggio della cattività

SAN PAOLO

17. NEL CUORE DELLA TEMPESTA

Ecco il più favoloso racconto del Nuovo Testamento. Da Cesarea a Roma, “la navigazione è pericolosa” (At. 27,9) dopo la festa delle Espiazioni – che introduce l’autunno. In effetti, la nave andrà alla deriva per quindici giorni da Creta a Malta, non potendosi orientare “né sulle stelle, né sul sole” (At. 27, 20). Il prigioniero Paolo si rivela più libero dei suoi 276 membri dell’equipaggio, capitano, pilota, centurione e marinai: egli è abituato al mare e all’esperienza di tre naufragi (cf. 2 Cor. 11, 25) e, soprattutto, ha una sicurezza che gli viene da Dio: “Nessuno di voi lascerà la vita, solo la nave sarà persa”, afferma ai suoi compagni, quando tutto sembra perduto, “Un angelo di Dio al quale appartengo e che servo mi è apparso per dirmi: Non avere paura, Paolo… ecco che Dio ti accorda la vita di tutti coloro che navigano con te” (At. 27, 23-24). 18. MALTA

Tutti raggiungono l’isola, chi a nuoto, chi, grazie ad una tavola o ad un asse. Questa tappa semplice ed idilliaca “gli indigeni ci trattarono con rara umanità, intorno ad un gran fuoco” (At. 28, 2) simboleggia l’accoglienza che il mondo pagano farà al Vangelo. Dopo il pericolo ed il naufragio, lo scalo meraviglioso a Malta ha, per Luca, il gusto dell’alba di una resurrezione. Una vipera morde la mano di Paolo mentre attizza il fuoco, egli la getta nel braciere senza alcun dolore… e la gente lo prende per un Dio (cf. At. 28, 6). Ancora, Paolo guarisce il padre del suo ospite imponendogli le mani, così come la folla di malati che accorrono. Finalmente, “lo ricoprono di onori e, al momento della partenza, gli viene fornito tutto il necessario” (At. 28, 10).

19. ROMA

Dopodiché c’è Siracusa, Reggio e Pozzuoli. Paolo ha la gioia di essere accolto da dei fratelli – hanno percorso 50 Km a piedi -, poiché l’Apostolo non è uno sconosciuto: essi hanno ricevuto da lui, tre anni prima, la sua grande Lettera ai Romani. A Roma, egli trova anche una comunità di Cristiani, dei quali si ignora l’origine e della quale Luca dice essere numerosa e celebre per la sua fede e le sue opere. Il cristianesimo è stato senz’altro portato molto presto da mercanti ebrei ed è rimasto accantonato vicino a delle sinagoghe. Alla morte di Claudio, Roma contava circa 50.000 ebrei, venuti da regioni molto diverse, dispersi attraverso la vasta agglomerazione in diverse sinagoghe. Paolo giunge dunque a Roma nel 61 per esservi giudicato. Dopo due anni di residenza vigilata, nel cuore della città, vicino al Tevere (l’attuale quartiere ebreo), che egli impiega a evangelizzare ed a scrivere, il processo sfuma per mancanza di accusatori. Ma, dopo l’incendio del 64, Nerone accusa i cristiani di essere gli autori dell’incendio. Paolo viene così arrestato, incatenato nel carcere Mamertino e condannato alla decapitazione, che avrà luogo fuori dalle Mura Aureliane, sulla via Ostiense, più probabilmente tra il 65 e il 67.

(Fonte: www.annopaolino.org)

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