Il seme gettato

VERONA CONTINUA

“Il seme gettato a Verona continua a dare frutti. Guardando alle lettere o ai convegni pastorali delle nostre diocesi, emerge con chiarezza che i contenuti di quell’incontro hanno avuto una forte rispondenza nella coscienza dei vescovi e della comunità ecclesiali”. Lo ha detto al SIR il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ad un anno di distanza dall’apertura del 4° Convegno nazionale ecclesiale di Verona (16 – 20 ottobre 2006) e nell’imminenza della 45ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si apre il 18 ottobre (fino al 21) a Pistoia e Pisa su “Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano”.

Contenuti per il cammino della Chiesa. “La riaffermazione del primato di Dio, l’importanza della forma testimoniale della presenza dei credenti nella storia, la scelta della centralità della persona umana – nelle sue varie dimensioni esistenziali – come riferimento della vita pastorale e dell’impegno storico dei cristiani nella società emersi a Verona – prosegue mons. Betori – continuano ad alimentare le scelte pastorali delle nostre Chiese. Ciò sottolinea il valore costituito dal Convegno scaligero, non solo come evento, ma come sostanza di contenuti per il cammino della Chiesa in Italia”.

Il bene di tutti e di ciascuno.
Per il segretario generale della Cei, si tratta di “un dato da valutare con grande soddisfazione e che ora attende un ulteriore passaggio attraverso lo stimolo della Settimana Sociale ormai imminente”. Essa, infatti, “potrà costituire l’occasione per un allargamento degli orizzonti e dei contenuti scaligeri, che attendono di essere precisati in rapporto all’impegno storico dei credenti”. “Il tema del bene comune – osserva mons. Betori – si riferisce a un elemento assai discusso nella società odierna, come ci ricorda il Santo Padre quando, richiamandoci all’importanza di trovare valori condivisi per la convivenza degli uomini – condivisibili cioè attraverso una riflessione di carattere razionale – ci esorta a spenderci come credenti per la costruzione di una società più umana. Spesso si sente parlare di interesse generale” ma, per mons. Betori, “si tratta di una visione riduttiva rispetto al bene comune che implica, invece, il condividere una visione della persona e della società in cui si conviene da parte dei membri della società stessa su ciò che è il bene di tutti e quindi di ciascuno, su ciò che consente l’autentica realizzazione della persona, ed è sostenuto dai valori etici fondamentali che discendono dalla legge morale naturale”.

Una fede amica della ragione.
Per il segretario generale Cei, un ulteriore filo che unisce Verona all’appuntamento di Pistoia e Pisa è “quello della verità e della razionalità che tocca nel profondo, e con diverse sfaccettature, la questione antropologica”. “Di fronte all’attuale difficoltà di riconoscere piena cittadinanza al cattolicesimo sociale – afferma mons. Betori – occorre mostrare che le ragioni dei cattolici non sono irrazionali come qualcuno vorrebbe, confondendo la fede con l’irrazionalità e quindi affermando l’impossibilità che si tratti di scelte condivisibili da altri, ma, al contrario, che la fede cristiana è una fede amica della ragione, e che la verità del Vangelo entra in dialogo con la verità che la ragione stessa può scoprire e può quindi confrontare con gli altri”. E intanto la diocesi di Verona ha organizzato una serata commemorativa del Convegno ecclesiale, che si terrà il 20 ottobre in cattedrale, e ospiterà diverse riflessioni sul tema. Prevista anche la testimonianza dell’allora vescovo Flavio Roberto Carraro.

(17 ottobre 2007)

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