Lettere di un alfabeto

VERONA CONTINUA

“Questo è il nostro impegno: rinnovarci senza anteporre nulla a Lui”. È il messaggio che mons. Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, ha lanciato ai partecipanti al 7° convegno diocesano, tenutosi a Frosinone dal 5 al 7 ottobre, sul tema “Rinnovati per una speranza viva rigeneriamo le nostre parrocchie”. Due gli slogan che hanno fatto da filo conduttore dell’evento: “Con lo sguardo fisso su Gesù” e “Nulla anteporre all’amore di Cristo”. “Da tempo – ha ricordato il vicario generale, mons. Luigi Di Massa , spiegando il significato del primo slogan – sottolineiamo il bisogno di riscoprire la bellezza di essere cristiani e testimoniare questo nostro essere come un qualcosa in più che ci contraddistingue”. Mentre il secondo motto “riprende la regola di San Benedetto, che completa sarebbe: Nulla antepongo all’amore di Cristo, perché Cristo nulla antepone all’amore per noi”. Al convegno, tra gli altri, è intervenuto don Luciano Meddi, esperto di catechesi e docente all’Università urbaniana, che ha condotto i presenti su una riflessione circa i cambiamenti del ruolo della parrocchia nell’ultimo secolo, soffermandosi poi su alcuni temi chiave, come i bisogni della parrocchia, il suo compito missionario, ma anche le difficoltà che s’incontrano nell’attuare una pastorale davvero rispondente alle necessità del nostro tempo e della gente.

La testimonianza dei giovani. “Una gioia incredibile nell’incontrare tanti giovani” e “una magnifica esperienza di coinvolgimento della città”. Così mons. Boccaccio ha commentato la veglia del 5 ottobre, fatta in strada. Dunque, non la “solita Chiesa”, ma i giovani tra i giovani, sull’esempio di Gesù che predicava tra la gente, andandola a cercare laddove si riuniva: per strada, appunto. Un’iniziativa che ha riscosso successo, come pure la 3ª edizione di “Giovani in festa”, il 6 ottobre al palazzo dello sport, che ha visto “centinaia di giovani divertirsi, giocare e ballare, coinvolgendo tutti senza bisogno di sballare, di esagerare”. Secondo il presule, questo è stato “il festival della gioventù, a cui si dà la possibilità di esprimere il meglio di se stessa”. Mons. Boccaccio ha voluto salutare personalmente i tanti ragazzi che si sono esibiti e, prima della benedizione finale, ha lanciato una “sfida” non soltanto a loro, ma anche a genitori, animatori parrocchiali e sacerdoti presenti al Palasport. “Divertirsi tra amici e fratelli – ha detto – è davvero bello, mentre cercare lo sballo lascia l’amaro in bocca”. “Perché questo tipo di divertimento non potrebbe esserci anche sabato prossimo, e la settimana dopo nelle nostre comunità?”, ha esortato, invitando ad aprire le parrocchie ai giovani, magari proprio anche il sabato sera.

Rinnovare le comunità parrocchiali. Il 6 ottobre i convegnisti hanno lavorato divisi per gruppi, seguendo gli “ambiti” del Convegno ecclesiale di Verona. “In tutti e sei i laboratori – ha osservato il vescovo, tracciando le conclusioni del lavoro – è emersa l’esigenza di dare un messaggio incisivo alla nostra gente: non abbiate paura, la Chiesa è con voi, i discepoli di Cristo vivono le vostre stesse esperienze, quelle dell’amore, del lavoro, della festa, della fragilità, della tradizione, della fraternità sociale. Rinnoviamo le nostre comunità, confrontiamoci per seguire la via indicataci da Cristo”. “Mi sembra fondamentale – ha sottolineato – che questo rinnovamento passi per un rinnovamento pastorale, basato sul Vangelo e su Gesù Cristo. Non abbiate paura: noi siamo servi, sarà Gesù a guidare la nostra missione”.

Il popolo dei volontari . Domenica 7 ottobre, al termine della concelebrazione eucaristica alla quale hanno partecipato oltre 2mila fedeli della diocesi ciociara e mons. Carlo Mazza, nominato in questi giorni vescovo di Fidenza, mons. Boccaccio si è rivolto a tutti i volontari che hanno prestato la loro opera per la buona riuscita del convegno. “Una struttura così grande ha richiesto un impegno eccezionale”, ha ricordato. E i volontari che vi hanno lavorato “sono in tanti, hanno coinvolto tanti altri, ed è già questo un frutto importante del nostro convenire: associazioni, movimenti, parrocchie hanno collaborato insieme, hanno interagito con la società civile, hanno testimoniato una comunione d’intenti che è una delle lettere di quell’alfabeto che vogliamo comporre per annunciare Cristo agli uomini d’oggi”.

(08 ottobre 2007)

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