Le parole e gli eventi (5)

VERONA CONTINUA

Sinodo diocesano e convegno di Verona. È il dittico prospettato da monsignor Giuseppe Versaldi alla Chiesa di Alessandria , nella due giorni del clero con cui si è aperto l’anno pastorale. Scopo dichiarato del vescovo, da pochi mesi alla guida della diocesi piemontese, è l’integrazione tra le indicazioni emerse dalla città scaligera “con la verifica del nostro Sinodo, per partire in modo aggiornato e comune con l’intera Chiesa italiana”. Per Versaldi, la persona deve essere il cuore della pastorale e “una vita comunitaria caratterizzata da relazioni impregnate di amore cristiano dev’essere il punto di partenza per la testimonianza evangelica”. La prospettiva delineata dal vescovo è quella del discernimento, che egli definisce come un atteggiamento evangelico che esige verifiche, “coniugando la serietà dell’impegno alla cura per il percorso educativo dei singoli e delle comunità”.

Una Chiesa dei martiri più affidata alla Parola, più attenta a maturare e condividere, con fatica e senza riduzioni il pensiero di Cristo. È questo il “sogno” di monsignor Donato Negro, confidato ai fedeli di Otranto negli Orientamenti pastorali per il nuovo anno. “Camminiamo e sogniamo insieme – scrive ancora l’arcivescovo – una vita liturgica più consapevole, autentica e partecipata: in una parola, più comunionale”. E alla Parola di Dio fanno riferimento anche le principali scelte contenute nel documento, che chiede di dare la dovuta visibilità alla mensa della Parola, di valorizzare le diverse forme di ministerialità legate ad essa, di proporre alle comunità momenti di catechesi liturgica.

“Catechesi, si cambia” è il titolo con cui il settimanale diocesano “Vita Trentina” annuncia gli attesi Orientamenti per l’iniziazione cristiana. Presentate da monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento , durante l’assemblea diocesana del 15 settembre, le indicazioni pastorali mettono al centro la comunità cristiana e chiedono che si costituisca, a livello decanale o interdecanale, una “commissione catechistica” per progettare l’insieme delle iniziative legate all’iniziazione cristiana. In vista del battesimo, vengono auspicati “almeno tre incontri per l’accoglienza e la catechesi e un quarto incontro di preparazione alla celebrazione liturgica”. Il documento prevede anche, inizialmente almeno nella città di Trento, la costituzione del catecumenato degli adulti.

Profondamente intrisa degli orientamenti usciti dal Convegno di Verona è la lettera pastorale di monsignor Paolo Urso alla Chiesa di Ragusa . Scritto alla luce dell’assemblea diocesana tenuta all’inizio dell’estate e di numerosi contributi, il documento si apre dichiarando che la necessità di verificare “con lucido, sereno e misericordioso realismo il nostro vissuto” e progettare quindi il nuovo anno. Il primo obiettivo individuato dal vescovo concerne “una più adeguata formazione liturgica di presbiteri e laici”, cui si accompagna la scelta di “attuare con determinazione una pastorale integrata e percorrere con coraggio la strada dell’integrazione fra i diversi soggetti ecclesiali”, insieme all’impegno a ravvivare gli organismi di partecipazione ecclesiale e rendere operativi i luoghi del confronto. Ulteriori prospettive indicate da Urso ai fedeli della diocesi riguardano la presenza della Chiesa nella realtà culturale e il volto della comunità cristiana “luogo e scuola di relazioni autentiche”.

A Udine monsignor Pietro Brollo vuole “Cristiani capaci di dire e trasmettere la fede oggi”. Questo, infatti, il tema dell’impegno pastorale che dallo scorso anno caratterizza il cammino della Chiesa friulana per il triennio 2006-2009. “La traditio fidei – ricorda il vescovo – è sempre stata la questione centrale della Chiesa in tutti i tempi. Ma oggi il trasmettere ai nostri contemporanei, in particolare ai giovani, la nostra fede in Gesù Cristo, assume un carattere di particolare urgenza e ci appare come la risposta più vera alle domande di senso che vengono espresse dalla nostra società, molto disorientata sui valori della vita”. In particolare, dopo un anno dedicato alla trasmissione della fede nella vita affettiva e nelle relazioni, il 2007-2008 porterà a considerare la complessità e la sofferenza, mentre nel 2008-2009 ci si soffermerà sul lavoro, il tempo libero e la festa.

“La carità nella polis” è invece il tema del piano pastorale annuale della diocesi di Trapani . In un corposo testo indirizzato ai fedeli, il vescovo Francesco Miccichè sottolinea il riferimento biblico – da cui il titolo della lettera: “Di te si dicono cose stupende, città di Dio” (salmo 86) – e la sintonia con il quarto Convegno ecclesiale, che ha messo la cittadinanza tra i luoghi della testimonianza cristiana. Il documento contiene un’analisi storica e culturale, e soprattutto il “sogno di una nuova città”, di cui Miccichè descrive le caratteristiche servendosi simbolicamente dell’urbanistica: al centro della Piazza Comunità si colloca la Fontana delle tre virtù, che bagna otto colonne, tra cui quelle della vita, della libertà, del bene comune, della pace e giustizia. Ai lati della Cattedrale si aprono, poi, il viale del buon consiglio e del buon governo. “La città è il luogo in cui costruire relazioni vere”, conclude il vescovo. “Dove sono i cristiani disposti a difendere i valori in cui credono, uscendo dal loro guscio?”.

Ernesto Diaco

(28 settembre 2007)

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