Disegni di speranza

VERONA CONTINUA

“Oltre 400 partecipanti hanno ripensato e riproposto, alla luce di quanto è emerso dall’ultimo Convegno ecclesiale di Verona per l’ambito del lavoro e della festa, il ruolo dell’associazionismo per avvicinare la Chiesa alle nuove povertà e alle dinamiche di una società fortemente frammentata, anche dal punto di vista etico. L’iniziativa ha coinvolto i “gesti concreti” del Progetto Policoro della Cei e ha chiamato a raccolta numerosi esponenti di rilievo delle varie realtà associative presenti sul territorio”. Così Cristiano Nervegna, segretario nazionale del Movimento Lavoratori Azione Cattolica, sintetizza il convegno nazionale “Disegni di speranza per il lavoro e la festa”, promosso dal Movimento lavoratori di Azione Cattolica (Mlac) a Taranto, il 17 e il 18 marzo.

Il Mlac è un movimento interno all’Azione Cattolica che aiuta l’associazione ad incontrare il mondo del lavoro e, più in generale, gli ambienti di vita. La specializzazione dell’Azione Cattolica per il mondo del lavoro nasce nel 1936 e prosegue fino ad oggi, appunto, con il Movimento che, attraverso una spiccata vocazione alla missionarietà, accogliendo e facendo proprio il metodo del discernimento comunitario, s’impegna nella formazione e divulgazione della dottrina sociale della Chiesa, nella pastorale d’ambiente e nell’animazione etica dei territori.

Un ordine diverso. Il convegno nazionale del Movimento lavoratori di Azione Cattolica è stato promosso dalla presidenza nazionale di Ac, ed è stata scelta la città di Taranto proprio per rimarcare i gravi problemi che caratterizzano sia il contesto urbano e sia il Sud Italia, soprattutto in questa fase di grandi trasformazioni del mercato e dell’organizzazione stessa del lavoro. “Si è trattato di un vero e proprio esercizio di discernimento comunitario – spiega Nervegna – che ha coinvolto l’Ac pugliese e molti altri rappresentanti dell’associazionismo cattolico, comprese le Acli e i sindacati, arrivati dalle altre regioni del Mezzogiorno”.

Tutti i partecipanti hanno manifestato una comune volontà di trovare strategie di presenza nei territori e di annuncio del Vangelo perché mai più evangelizzazione e impegno nel proporre soluzioni di giustizia possano essere momenti distinti o, peggio, contrapposti. C’è la necessità, di contribuire tutti insieme a costruire quell’ordine “decisamente diverso”, auspicato da Benedetto XVI, fondato sulla risurrezione di Cristo. “Questo l’orizzonte all’interno del quale intendiamo muoverci – conclude il segretario del Movimento – per affrontare le sfide di questo tempo, che ci spinge a cercare di offrire nuovi spazi per proporre una rinnovata presenza dei cristiani nel mondo del lavoro ed una più convinta animazione etica della società”.

Chiesa amica. L’evento ecclesiale di Verona ha trovato in questo appuntamento in una città del Sud, frontiera del lavoro con le sue speranze e i suoi drammi, l’opportunità di continuare la “fruttificazione” di uno degli ambiti, il lavoro e la festa. La presenza di molti giovani ha stimolato i relatori a dare volto, fattibilità e continuità alla speranza nell’affacciarsi delle nuove generazioni alla ricerca occupazionale e all’incremento nel mondo delle professioni. È stato ricordato dal presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, “il discorso di Paolo VI proprio all’Ilva di Taranto, dove chiedeva agli operai di sentire la Chiesa come amica ed interprete sincera ed attiva delle giuste cause del mondo del lavoro”. Il segretario confederale della Cisl delle politiche occupazionali per il Sud e la scuola professionale, Giorgio Santini, ha sottolineato “la possibilità di innestare un processo virtuoso tra risorse umane, cultura ed azione associativa, impegno sindacale ed imprenditoriale per coraggiose e diffuse politiche del lavoro, sorrette da una cittadinanza attiva”.

Una via di santità. Il presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Luigi Alici, ha ricordato alcuni elementi che hanno caratterizzato il Convegno ecclesiale; uno su tutti la questione antropologica. “I laici cristiani – ha ricordato Alici – sono chiamati, attraverso l’esercizio della testimonianza, ad intrecciare un dialogo ravvicinato con gli ambiti concreti del vissuto”. Quindi, per Alici, “vanno collegate tra loro la dimensione relazionale, quella del bene comune e della santità. Una delle più grandi affermazioni del Concilio riguarda la chiamata universale alla santità: il cristiano laico la concretizza anche attraverso il lavoro, che non è un pedaggio da pagare ad una umanità decaduta, ma il luogo nel quale si vive la santità, che nella tradizione cristiana è essenzialmente la comunione con Dio.

Il lavoro, quindi, non è un segmento di vita ‘neutro’, indifferente, che si deve attraversare per ottenere le risorse necessarie, in attesa di abbandonare la terra per il cielo. È invece il luogo in cui si comincia ad incontrare Gesù”. I prossimi appuntamenti dell’Ac per continuare le riflessioni sul Convegno di Verona si riproporranno in altre città italiane, Vicenza, Varese per concludere a Napoli, ancora al Sud, in giugno proprio sull’ambito della cittadinanza.

(23 marzo 2007)

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