Perché la festa?

EUROPA: 50 ANNI

Mentre si avvicina il 50° anniversario dei Trattati di Roma nasce in tutti l’esigenza di formarsi un giudizio sull’Europa. Ma come si fa a valutare una realtà così complessa? Se ascoltiamo la gente per strada, sentiamo che rimpiange la vecchia moneta o se la prende con il sistema legislativo, ma i problemi quotidiani forse non sono il giusto punto di partenza. Pochi, tuttavia, sono quelli che sentono l’esigenza di esprimere un giudizio complesso, che non sia solo critica, senza semplificazioni e in prospettiva anche storica. Per capire il senso delle commemorazioni c’è bisogno di un approfondimento. In questo orizzonte appaiono evidenti gli indiscutibili meriti storici dell’Unione europea.

L’idea di un’Unione europea è nata proprio perché si è capito che essa era essenziale per la convivenza pacifica del continente e, al tempo stesso, per la sua ricostruzione e il suo sviluppo economico tra le due superpotenze. La cooperazione europea è stata ed è ancora una struttura efficace per articolare l’interesse delle nazioni europee. Allora sì che l’Europa merita di essere commemorata, nonostante le sue ambiguità. “Da 50 anni con l’Europa” è la festa dell’Occidente, ma se volgiamo lo sguardo verso l’Est, nell’Europa centrale e nel Baltico vediamo un gruppo di Paesi con una storia sfortunata che, pur essendo oggi nell’Unione, non possono festeggiare allo stesso modo, e per gli stessi motivi. Io, giovane ungherese, m’interrogo su cosa hanno da festeggiare i nuovi membri dell’Ue in occasione di questo anniversario.

Cosa significa per loro l’Unione europea? Cosa significa per l’Ungheria? Molti non se ne rendono conto, ma a mio parere l’adesione dell’Ungheria all’Unione, avvenuta nel 2004, è il più grande, e sicuramente il più evidente successo sociale ed economico che il Paese abbia avuto in questi 17 anni, da quando si è finalmente liberato dal dominio sovietico, e la società è libera di fare le proprie scelte. Non credo di esagerare con questa affermazione. L’Unione europea era un vero e proprio traguardo da raggiungere, e la sua importanza sta proprio nel fatto che ha fornito un orientamento ai Paesi candidati. Questo orientamento non deve essere sottovalutato. Chi pensa che la trasformazione del sistema sia ovvia e risulti per forza nell’avvicinarsi al modello occidentale, si sbaglia.

Basta considerare la situazione della maggioranza dei Paesi balcanici o dell’Ucraina dove le forze interne non sono arrivate al consenso sulla questione europea, e la trasformazione non s’è potuta completare mantenendo un sistema corrotto e poco democratico. In Ungheria invece, nonostante gli accesi dibattiti politici sulla trasformazione stessa, il consenso europeo non è mai mancato. L’Europa è da ringraziare, perché ha aiutato la società a concentrare le forze su questioni sociali ed economiche indispensabili per rimanere in cammino verso l’Occidente.

Se ci si chiede che cosa ha l’Ungheria da festeggiare nei confronti dell’Unione europea, la risposta, anche se non abbastanza conosciuta, è semplice. L’Europa per noi è una serie di successi, di riforme e di sviluppo. L’Unione è una nostra scelta importante e ci uniamo a Paesi dell’Occidente per commemorare questa cooperazione riuscita, che molto ha dato pure a noi.

Miklos Szerdahelyi – Ungheria

(07 febbraio 2007)

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