Così nel territorio

VERONA CONTINUA

“Un lavoro continuativo e capillare, per vari aspetti analogo a quello che ha preparato il Convegno, da svolgere nelle diocesi, nelle parrocchie e nell’intera rete delle realtà ecclesiali, e da innervare con alcuni eventi di rilievo nazionale che ne diffondano la conoscenza e favoriscano il coinvolgimento delle più varie energie e presenze sociali e culturali”.

È questo lo spirito che dovrebbe caratterizzare l’impegno pastorale dopo il Convegno ecclesiale nazionale di Verona. È quanto ha ricordato il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, aprendo il 22 gennaio a Roma i lavori del Consiglio episcopale permanente. “Siamo tutti consapevoli – ha detto il cardinale – che questo IV Convegno ecclesiale nazionale è un grande dono di cui, con l’aiuto del Signore, dobbiamo non disperdere i frutti e favorire la duratura efficacia”.

Ed è proprio nelle diocesi che stanno iniziando a maturare i primi frutti del Convegno ecclesiale. Incontri, lettere pastorali, iniziative culturali collegate ai 5 ambiti della testimonianza, volumi sui testimoni “locali” della speranza… È ricca e fitta di appuntamenti l’agenda del territorio. Proseguiamo il nostro viaggio tra le diocesi; un percorso avviato subito dopo la celebrazione del Convegno.

Lavori in corso. Un cammino che vuole condurre la comunità diocesana di Reggio Calabria – Bova a incarnare nella prassi pastorale le indicazioni emerse dal Convegno di Verona. L’arcivescovo mons. Vittorio Mondello ha dedicato la sua ultima lettera pastorale, consegnata alla diocesi lo scorso 1° novembre, al tema “Annunciate la Speranza”. Nel documento mons. Mondello richiama i “ricchi suggerimenti scaturiti a Verona” e invita i fedeli della diocesi ad essere testimoni della speranza nella realtà quotidiana.

Il settimanale cattolico della diocesi “L’Avvenire di Calabria” continua a seguire con attenzione le iniziative e le riflessioni che riguardano l’approfondimento dei temi del Convegno. E proprio a tali iniziative ha dedicato un servizio sul numero del 20 gennaio dal titolo “Se Verona si incarna nella storia”, dove viene fatto il punto sul cammino diocesano del dopo-Convegno. Attualmente, nelle varie Zone pastorali della diocesi, sono in corso incontri di conoscenza delle linee di Verona cui partecipano, oltre ai parroci, gli operatori pastorali: i componenti della delegazione diocesana presentano, in linea generale, il Convegno Ecclesiale. Successivamente si inizierà ad approfondire l’ambito prescelto per questo anno pastorale che è l’affettività. Il lavoro in corso nelle Zone pastorali costituirà il cammino preparatorio all’annuale convegno pastorale diocesano di settembre.

Il filo rosso. Al cammino del dopo-Verona la diocesi di Biella ha dedicato l’assemblea diocesana dello scorso 7 gennaio. “Aiutati dai delegati diocesani che hanno portato la voce della nostra diocesi al Convegno – spiega don Paolo Boffa Sandalina, responsabile della Cnal diocesana (Consulta aggregazioni laicali), al settimanale diocesano Il Biellese – nel pomeriggio di lavori si è cercato di riascoltare la ricchezza delle riflessioni che sono emerse a Verona partendo dall’impatto proprio di ogni delegato”.

Nei diversi interventi emersi durante l’assemblea, è stata tra l’altro sottolineata – afferma don Sandalina – la necessità che le riflessioni del Convegno Ecclesiale “trovino spazi concreti di attuazione; che vi siano laici capaci di portare la loro testimonianza nel mondo e di portare questi problemi dentro le nostre comunità parrocchiali. A conclusione dell’incontro, l’intervento del vescovo (mons. Gabriele Mana) ha ricercato il filo rosso che deve vedere impegnata la diocesi nel futuro per far sì che la ricaduta di Verona non sia occasionale e settoriale… Il Convegno di Verona non si è chiuso ma è riconsegnato alla vita di tutti i cristiani e alle nostre comunità parrocchiali”.

Un doppio dvd. “Che vita! Viaggi di quotidiana speranza”. È il titolo del percorso televisivo in cinque tappe, legato agli ambiti di riflessione del Convegno di Verona, realizzato dalla diocesi di Trento con il coinvolgimento dei giornalisti del settimanale (“Vita Trentina”) e della radio (“Studio Sette-In Blù”) diocesani. Le puntate sono andate in onda fra ottobre e novembre sulle emittenti locali; ora sono raccolte in un doppio dvd e costituiscono un materiale di stimolo per le comunità cristiane, le parrocchie, i gruppi, i singoli.

I due dvd, prodotti dalla diocesi e curati dai mass media diocesani, sono affiancati da un libretto in cui si introduce la puntata ( la tappa) e se ne propone una sintesi tematica ( taccuino ) con le considerazioni principali dei protagonisti. A partire dalle loro testimonianze, le quaranta pagine della pubblicazione offrono una selezione delle relazioni veronesi, introduttive ai cinque ambiti di riflessione: lavoro, affettività, cittadinanza, fragilità, tradizione. “ Che Vita! Viaggi di quotidiana speranza” è stato presentato e distribuito, sabato 20 gennaio, durante l’incontro diocesano dei Consigli pastorali. Ora il dvd sarà in vendita (al costo di 19 euro) insieme al settimanale “Vita Trentina”.

In marcia. “Riprendere i cinque ambiti su cui ha lavorato il Convegno Ecclesiale di Verona e raccordarli con il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace”. Questa l’idea di fondo che ha animato, domenica 21 gennaio, nella diocesi di Padova, la tradizionale marcia della pace. Organizzata da Azione Cattolica, Agesci, Gavci, pastorale sociale e del lavoro della diocesi con il contributo di Comboniani, Csi, Acli e altre associazioni e movimenti, l’appuntamento annuale ha avuto come slogan “Insieme per la pace”. Con questa marcia, spiegano gli organizzatori, “abbiamo voluto riflettere su cinque ambiti della vita dell’uomo, dentro i quali promuovere piena dignità per costruire realmente la pace”.

Gli ambiti – tradizione, vita affettiva, lavoro e tempo libero, cittadinanza, fragilità – sono quelli indicati dal Convegno di Verona. I partecipanti alla marcia si sono ritrovati in cinque luoghi diversi della città – cinque come gli ambiti – per poi confluire tutti insieme in cattedrale per la preghiera conclusiva. Nei luoghi di ritrovo si è tenuto un momento di riflessione e di testimonianza in riferimento all’ambito assegnato. Dopo questo momento iniziale, la marcia si è snodata per le vie della città, “toccando luoghi che concretamente si prendono cura della persona umana – affermano gli organizzatori – e ne promuovono la dignità: ospedale, comune, università, cucine popolari…”.

Lettera alla città. “Modena, non dimenticare e spera”. È l’invito rivolto da mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonantola, nella Lettera alla città, che ogni anno, in occasione della festa del patrono San Geminiano (31 gennaio), l’arcivescovo pone alla riflessione dei cittadini e delle istituzioni. Il messaggio, a partire dalle riflessioni del Convegno di Verona, propone una lettura della vita della città di Modena alla luce della speranza cristiana. Tema questo – scrive mons. Cocchi – che sarà riaffermato dalla “Chiesa di Modena-Nonantola nel suo Convegno ecclesiale (1-2 giugno 2007), annunciando Cristo Speranza dell’uomo e del mondo e promuovendo una rinnovata presenza dei cristiani laici nella Chiesa e nella società modenese”. Si tratta di “una proposta – spiega ancora l’arcivescovo – che coglie un tema centrale per la persona umana e per la società: la speranza. La capacità, cioè,di guardare verso il futuro come ad un tempo buono, che attrae perché in esso si vede lo sviluppo del bene per la persona, per la famiglia e per la società. Sperare aiuta a vivere! Lungi dall’indifferenza e dalla rinuncia, la speranza apre vie nuove e scopre rinnovate risorse per impegnarsi qui ed ora”.

Nella lettera, l’arcivescovo fa anche riferimento ad “ambiti e situazioni di vita comuni a tutti, credenti e non credenti, perché intrinsecamente umani”. E citando il messaggio finale del Convegno di Verona aggiunge: “In questi (ambiti, ndr ) la speranza sollecita a vivere gli affetti e la famiglia come segno dell’amore di Dio; il lavoro e la festa come momenti di un’esistenza compiuta; la solidarietà che si china sul povero e sull’ammalato come espressione di fraternità; il rapporto tra le generazioni come dialogo volto a liberare le energie profonde che ciascuno custodisce dentro di sé, orientandole alla verità e al bene; la cittadinanza come esercizio di responsabilità, a servizio della giustizia e dell’amore, per un cammino di vera pace”.

Dal forum al convegno. Un forum sui temi del Convegno di Verona è tuttora aperto sul sito dell’arcidiocesi di Torino (www.diocesi.torino.it). Accedendo in quest’area direttamente dalla home page, gli utenti sono stimolati alla riflessione con alcune domande, poste dai moderatori del Forum, sui cinque ambiti della testimonianza. A proposito della fragilità: “Come l’incontro con le diverse forme della fragilità costituisce luogo di speranza e di testimonianza cristiane?”. “Accogliendo e annunciando il Vangelo – questo uno dei messaggi lasciati circa l’ambito della fragilità – diviene comunità evangelizzata ed evangelizzante, e proprio per questo si fa serva degli uomini. In essa i fedeli laici partecipano alla missione di servire la persona e la società”. Circa la cittadinanza: “Come l’impegno civile, nel rispetto della sua specificità sociale e politica, può essere un modo della testimonianza cristiana?”. Uno spazio di riflessione è riservato anche al tema del dialogo. Questo l’interrogativo: “Quale dialogo oggi nella Chiesa? Senza dialogo come possono i laici assumere un ruolo significativo nella comunità ecclesiale?”. Agli spunti emersi durante le giornate veronesi la diocesi di Torino dedicherà anche il convegno diocesano, che si terrà nell’autunno 2007.

Prossimi appuntamenti. “Proposta di riflessione per una corretta incarnazione nella vita della diocesi dei lavori del Convegno Ecclesiale di Verona”. Sarà questo uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio pastorale del Vicariato di Roma, in programma il 1° febbraio (Palazzo del Vicariato). Ad un seguito operativo delle riflessioni di Verona sarà anche dedicato il Consiglio pastorale dell’arcidiocesi di Firenze, convocato per oggi (26 gennaio). La riunione sarà dedicata, in modo particolare, all’ambito della cittadinanza: sarà, si legge nella lettera di convocazione, “un’occasione di confronto per tutti noi (a partire dalla specifica responsabilità dei laici) e di proposta per una rinnovata pastorale sociale sul territorio”.
Al Convegno di Verona sarà, infine, dedicato uno speciale del prossimo numero del mensile “In Comunione” dell’arcidiocesi di Trani – Barletta – Bisceglie.

(26 gennaio 2007)

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