Solo un sogno?

LA NOTA

Andante con brio. Il quarto appuntamento decennale della Chiesa italiana, complice la maestosa cornice dell’Arena di Verona, si apre nel segno della coralità e dell’armonia.

Il cardinal Tettamanzi, presidente del Comitato preparatorio, dà subito il “la” ai convegnisti: “Non si dà testimonianza cristiana al di fuori o contro la comunione ecclesiale”.

Sarebbe una stecca clamorosa. Contro il rischio di rinchiudersi in cammini angusti e sterili, la soluzione c’è, spiega l’arcivescovo di Milano. “Ama la parrocchia altrui come la tua, ama la diocesi altrui come la tua, ama l’aggregazione altrui come la tua”. Solo un sogno? “No”, assicura. “È la bellezza e l’audacia della nostra fede cristiana”.

Il vocabolario del quarto Convegno ecclesiale inizia con un crescendo alla lettera “c”: comunione, collaborazione, corresponsabilità… Non solo. Per il cardinal Tettamanzi, l’orologio di Verona segna l’ora dei laici.

L’ora, cioè, che la splendida teoria sul laicato espressa dal Concilio diventi una diffusa prassi ecclesiale. La strada è aperta, ma va accelerata. Competenti, dialoganti, coraggiosi: lui li vede così i testimoni di oggi. Non è il tempo di autocelebrarsi, né di abbandonarsi alla tristezza.

Nell’Arena veronese non vanno in scena né marce trionfali né adagi struggenti. Andante con brio, piuttosto. Con la gioia della risurrezione, in cammino sulle strade della vita.

Ernesto Diaco

(17 ottobre 2006)

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