La lettera e l’immagine

LA NOTA

La lettera è di Pietro, l’immagine di Paolo. Possiamo forse dire così guardando al 4° Convegno ecclesiale nazionale che inizia oggi a Verona.

La riflessione, guidata dalle parole di Pietro sul dare ragione della speranza cristiana, si accompagna oggi alla postura, disegnata da Paolo, di una Chiesa che ogni giorno arriva e ogni giorno riparte nella storia dell’umanità.

Come un atleta concentrato prima della corsa così è la Chiesa italiana a Verona. Eccola, in migliaia di volti diversi in cui si riflettono quelli di altrettante comunità radicate in un territorio che ravviva la propria identità aprendosi al mondo.

Popolo e pastori insieme, in uno straordinario convenire, vivono il mistero, la comunione e la missione della Chiesa. Uniti con un filo reale e invisibile a coloro che non sono fisicamente presenti. Sostenuti anche dalla forza della preghiera di uomini e donne che sono negli spazi infiniti della clausura. Verona ha nel cuore il mondo, con le sue attese, le sue angosce, le sue domande, le sue paure.

Un evento ecclesiale non è mai fine a se stesso, la Chiesa non si consuma per se stessa, si consuma per il mondo. Le parole vane lasciano il posto alle parole folli. Speranza è una di queste: dice di qualcuno che ogni giorno è crocifisso e ogni giorno risorge.

Chi, come, dove, quando, perché? Verona riassume queste domande. Con il linguaggio della testimonianza, più che risposte proporrà anche a chi non crede, la direzione per incontrare la risposta.

Paolo Bustaffa

(16 ottobre 2006)

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