Il logo del Congresso

“Il cerchio si è imposto come l’elemento che meglio potesse evocare il sorgere di un nuovo giorno – ‘il primo dopo il sabato’ – il radunarsi attorno al Risorto e l’Eucaristia. La domenica, Pasqua settimanale, è infatti il giorno in cui i cristiani sono riuniti dal Risorto intorno all’Eucaristia”. Spiega così, il Comitato diocesano, il logo che sviluppa il tema del XXIV Congresso eucaristico nazionale “Senza la domenica non possiamo vivere” (Bari, 21/29 maggio 2005). Altri elementi del logo sono il cerchio bianco “per meglio esprimere che il cuore della domenica è l’Eucaristia, richiamata dalla forma dell’Ostia” e il Risorto, la luce, la Comunità. “Il Risorto, soggetto centrale e forza dinamica, viene disegnato con pochi e incisivi tratti che, pur ricordando il sacrificio della croce, lo rappresentano Vivente nel suo ascendere verso il Padre”, mentre la luce “supporto e confine del logo, è rappresentata con i toni del giallo e dell’arancio; il mutare della cromia esprime anche l’energia che è emanata dall’Eucaristia e che avvolge, comprende e illumina i cristiani (la Comunità), evocati alla base del logo”: “Il Risorto, con le braccia spalancate che debordano dal cerchio, accoglie i suoi discepoli e li invia nel mondo per annunciare a tutti il Vangelo e per ‘incendiare’ la terra con la loro testimonianza d’amore”. In preparazione al Congresso del prossimo anno, anche per questo periodo della Quaresima-Pasqua 2004 (come è già avvenuto per gli analoghi tempi liturgici del 2002 e 2003 e per quelli di Avvento-Natale), è stato preparato un sussidio liturgico-pastorale e uno per le celebrazioni (Ecumenica Editrice). Il sussidio, “segno di comunione con le altre diocesi pugliesi unite nel cammino verso il Congresso”, si propone di condividere il metodo mistagogico che ha caratterizzato la diocesi di Bari nei tre anni di preparazione all’evento del 2005 e così sintetizzato dall’arcivescovo, mons. Francesco Cacucci: “L’interpretazione dei riti alla luce degli eventi biblici; la valorizzazione dei segni sacramentali; il significato dei riti in vista dell’impegno cristiano della vita”. Ogni momento liturgico è segnato dalla lettura di un particolare del dipinto “Cristo e l’adultera”, del pittore secentesco Paolo Finoglio, appartenente alla chiesa di SS. Salvatore in Capurso (Bari) e accompagnato da schede di approfondimento biblico e patristico, da una scheda di presentazione di un testimone e da una per il canto liturgico. Per informazioni: Segreteria generale del Comitato diocesano 080/5288405.

Altri articoli in Dossier

Dossier