Aria di Colonia

Al “Villaggio giovani” si è già nel clima della XX Gmg “La Chiesa è giovane”, ha detto Benedetto XVI durante la messa per l’inizio del ministero petrino: e proprio i giovani diventano sempre più protagonisti di momenti forti della vita ecclesiale. Una dimostrazione è la grande partecipazione dei ragazzi al “Villaggio giovani”, allestito dal Servizio Cei di pastorale giovanile a Bari (Fiera del Levante), per il XXIV Congresso eucaristico italiano. Migliaia di ragazzi, ogni giorno, visitano gli stand, si raccolgono in preghiera nella cappella dell’adorazione, condividono momenti di festa e di riflessione. E in tanti hanno già il cuore a Colonia, dove ad agosto si celebrerà la prossima Giornata mondiale della gioventù (Gmg). UN TRAMPOLINO DI LANCIO. “Il Congresso eucaristico di Bari – osserva ANTONIO CITRO, della diocesi di Trani-Barletta, delegato nazionale per l’Azione Cattolica ragazzi ai rapporti internazionali – ci sta facendo vivere momenti di comunione tra diversi gruppi e associazioni. La condivisione e la fraternità di questi giorni diventano un trampolino di lancio per il grande evento che ci vedrà protagonisti, tutti insieme, a Colonia”. Antonio ha anche un sogno: “Spero che il Congresso eucaristico, celebrato qui a Bari, dia nuovo slancio al dialogo ecumenico”. Appena entrati nel “Villaggio giovani”, il primo stand che si trova è quello della Giornata mondiale della gioventù. “Sono tantissimi – dice il volontario GIAMPIERO SOFFIETTO – i ragazzi che vengono a chiederci informazioni per iscriversi alla Gmg. Infatti, molti ci hanno detto che sentono il Congresso eucaristico come una tappa importante nel cammino verso Colonia”. Il primo a recarsi in Germania sarà proprio Giampiero. “Ho già vissuto l’esperienza di Torvergata – racconta il ragazzo – e ancora una volta mi aspetto di tornare dalla Gmg arricchito spiritualmente. Se penso che a Colonia non ci sarà ad aspettarci Giovanni Paolo II mi vengono i brividi, ma sono contento d’incontrare Benedetto XVI: non potevamo avere, dopo Wojtyla, un Papa migliore di lui”. E, poi, aggiunge: “Giovanni Paolo II a Colonia sarà in mezzo a noi, anzi, penso che sarà ancora più vicino. In realtà, è proprio grazie al Papa polacco che mi sono avvicinato alla Chiesa, attraverso la partecipazione alla Gmg. Ho scoperto, così, nuovi orizzonti di fratellanza con ragazzi provenienti da tutto il mondo, ma legati da un unico obiettivo: predicare, con la propria vita, la Parola del Signore”. DA BUENOS AIRES A BARI. Viene da lontano LAURA COND”, 24 anni, studentessa universitaria di origini italiane (i genitori sono calabresi), ma nata a Buenos Aires (Argentina). Laura rappresenta i figli degli emigrati italiani per lo stand allestito al “Villaggio giovani” dalla Fondazione Cei Migrantes. “Sono qui – spiega – sia per testimoniare il nostro sentirci italiani, perché in Argentina si mantengono vive le tradizioni italiane, sia per vivere una settimana di intensa spiritualità eucaristica”. Laura ricorda, con piacere, di aver partecipato anche al Congresso eucaristico nazionale argentino. “È stato un momento di grande spiritualità – dice – ma anche di attenzione verso i problemi sociali, educativi e culturali, approfonditi in gruppi di studio”. Per i giovani argentini, la domenica è un giorno di festa. “Sentiamo la Chiesa – prosegue Laura, che frequenta da undici anni l’Azione Cattolica – la nostra casa, il luogo dove possiamo incontrarci intorno alla mensa del Signore e, poi, in amicizia tra di noi”. A Laura e ai suoi connazionali piacerebbe andare a Colonia, ma la lontananza e i costi frenano molto gli entusiasmi.   come un bambino… GENNARO ESPOSITO, 23 anni, di Portici, alla periferia di Napoli, invece, alla Gmg andrà. Fino ad aprile, Gennaro era uno dei cosiddetti “lontani”: dopo la Cresima, infatti, si era progressivamente allontanato dalla comunità ecclesiale. Quando è morto il Papa e ha visto in televisione quelle file chilometriche di giovani e meno giovani che aspettavano ore per dare l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II, si è risvegliato qualcosa nel suo cuore e ha deciso di andare anche lui. “Quando sono tornato a casa – rivela – ho capito perché tanta gente era lì come me: il Papa, con la sua vita spesa interamente per amore di Cristo e, di riflesso, degli uomini, ci ha mostrato uno spicchio di cielo, rendendocelo più vicino”. Gennaro al Congresso eucaristico ha trascorso molte ore nella cappella dell’adorazione: “Ho capito, finalmente – ammette – che solo dall’Eucaristia possiamo trarre la forza per affrontare i problemi di tutti i giorni e aprire il cuore agli altri, in uno spirito di sincera fraternità. Per la mia crescita spirituale mi aspetto molto anche da Colonia, perché mi sento ancora come un bambino che deve imparare a camminare da solo”. Gennaro è stato uno dei tanti frequentatori della cappella dell’adorazione, presente nel “Villaggio giovani”: moltissimi ragazzi hanno sostato, a tutte le ore, davanti al santissimo Sacramento, si sono confessati e hanno lasciato dei bigliettini con loro pensieri in un cesto posto immediatamente fuori alla cappella.

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