Gmg Panama: mons. Ulloa, “balsamo per il Centro America per guardare al futuro con speranza”

A 40 giorni dal suo inizio si delineano i contenuti della Gmg di Panama. Mons. José Domingo Ulloa Mendieta: attesi 250mila pellegrini con 400 vescovi. Papa Francesco porterà un messaggio di “speranza” ai giovani del Centro America, soprattutto “a chi è vittima di violenza, a chi è forzato a migrare, a chi è caduto nella rete del narcotraffico. Ai giovani che cercano una opportunità di vita, di futuro”. Gli italiani saranno almeno 900, guidati dal card. Bassetti.

foto SIR/Marco Calvarese

Papa Francesco porterà a Panama un messaggio di “speranza” ai giovani del Centro America, soprattutto “a chi è vittima di violenza, a chi è forzato a migrare, a chi è caduto nella rete del narco-traffico. Ai giovani che cercano una opportunità di vita, di futuro”. Lo ha detto mons. José Domingo Ulloa Mendieta, arcivescovo di Panama, incontrando oggi a Roma i giornalisti per presentare a 40 giorni di distanza, la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) che si terrà nel Paese centroamericano dal 23 al 27 gennaio 2019. L’incontro, organizzato dall’Associazione Iscom legata alla Pontificia Università della Santa Croce, è stato anche l’occasione per fornire qualche dato sulla partecipazione: “47mila pellegrini già iscritti, 168mila quelli in procinto di confermare l’iscrizione, 258mila i pre-iscritti. E poi 37mila volontari, 1.700 giornalisti accreditati e 400 vescovi. Il costo totale della Giornata è di 54 milioni di dollari. Per fare fronte alle spese la Chiesa locale conta su sponsor e sul contributo delle Istituzioni che garantiranno le infrastrutture e la messa in sicurezza dei vari eventi in programma”.

“Panama è pronta”. Mons. Ulloa Mendieta, che mercoledì 12 dicembre sarà ricevuto dal Papa, ha assicurato che

“Panama è pronta ad accogliere i giovani da 155 Paesi del mondo”.

“Stiamo lavorando per ricevere oltre 250mila giovani. Sappiamo che a questi potrebbero aggiungersene altri non iscritti. Per la messa finale di domenica 27 gennaio potremmo arrivare a 800mila fedeli, tra i quali moltissimi abitanti della città”.

“Tra i pellegrini – ha aggiunto – ci saranno anche giovani provenienti da Palestina e Giordania. Da Cuba arriveranno 450 giovani e 243 dalla Cina. Mille i giovani indigeni che nei giorni precedenti la Gmg parteciperanno all’incontro mondiale della gioventù indigena (Imgi)” a Soloy, comarca indigena di Ngäbe-Bugle, diocesi panamense di David.

Un ringraziamento particolare il presule lo ha rivolto ai volontari, molti dei quali provengono da “Colombia, Brasile, Costa Rica, Honduras, Messico, Francia e Polonia. Tra loro giovani che da un anno sono a Panama per lavorare all’organizzazione della Gmg”.

Danze panamensi

Alla conferenza stampa, nel corso della quale sono state presentate danze tipiche della cultura panamense, era presente anche Danubia Allard, rappresentante del ministero degli Esteri del governo panamense, che ha ribadito, in tema di vaccinazioni richieste ai pellegrini per l’ingresso nel Paese, di “attenersi alle indicazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità”. Nel contempo, per favorire il rilascio dei visti di ingresso ai giovani africani, il Governo panamense ha organizzato tre missioni diplomatiche in Africa.

“Marginalità e periferie”: su questo binomio scorreranno le giornate Gmg di Papa Francesco. “Il Santo Padre – ha detto l’arcivescovo a margine dell’incontro – crede che Dio fa cose grandi con i piccoli. Questo viaggio avviene nel cuore del Centro America e illumina la realtà dei giovani, soprattutto di quelli che vivono nella esclusione e nella migrazione forzata.

Il viaggio del Papa è un balsamo per ritrovare la forza di guardare al futuro con speranza.

I giovani – ha osservato – hanno bisogno di questo messaggio. È un invito ad essere responsabili della Chiesa e protagonisti del cambiamento che il nostro Paese e la nostra Chiesa attendono”. Ripercorrendo velocemente le tappe più importanti del programma del viaggio di Papa Francesco a Panama, l’arcivescovo ha sottolineato l’incontro, venerdì 25 gennaio, con i giovani detenuti nel “Centro de Cumplimiento de Monores Las Garzas de Pacora” e la visita, domenica 27 gennaio (prima di ripartire per Roma), alla Casa Hogar del Buen Samaritano dove il Papa “abbraccerà e incontrerà il dolore giovanile”.

Difesa del Creato, martiri e donna. Tra i temi chiave di questa Gmg spiccherà quello della migrazione. Tema “importante per il Papa e per la Chiesa del Panama” perché “tanti del Latino America – ha spiegato mons. Ulloa – si mettono in viaggio verso gli Stati Uniti in una carovana di dolore e sofferenza”. L’arcivescovo è stato recentemente nelle diocesi di Washington, Los Angeles, New York, Miami e del Texas per portare ai giovani Usa la Croce della Gmg e l’Icona di Maria ed ha incontrato i migranti che vivono in queste città. Alla Gmg si parlerà anche della questione ambientale, concentrandosi sulla enciclica Laudato Si’ e sul tema della donna, “perché – ha detto – non si può comprendere a fondo il Centro America senza parlare del ruolo che svolge la donna”. Forte sarà anche il tema del “martirio” perché la Chiesa del Centro e Sud America “è segnata dalla testimonianza di sacerdoti, catechisti e laici che hanno dato la vita per il cambiamento di questa terra”. I martiri saranno presentati ai giovani come “modello” di vita cristiana e tra tutti spiccherà la figura di Oscar Arnulfo Romero.

La spedizione italiana. Tra i pellegrini attesi a Panama, “almeno 900 saranno gli italiani”. Il dato non è ancora definitivo, perché come spiegato al Sir da don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), “in questi giorni stiamo invitando i nostri responsabili diocesani a finalizzare le iscrizioni in modo da avere un quadro completo. Per quanto riguarda i vescovi italiani alla Gmg dovrebbero essere una quindicina, guidati dal presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti”. A supporto dei giovani pellegrini azzurri, don Falabretti conferma la presenza di “Casa Italia” anche a Panama.

“Il nostro tradizionale punto di riferimento sarà allestito presso l’Istituto italiano Enrico Fermi nei pressi della parrocchia Nuestra Senora de Guadalupe nel cui territorio alloggeranno tutti i nostri giovani. Le catechesi saranno tenute a piccoli gruppi e avranno la forma di un botta e risposta tra vescovi e giovani, con tempi di ascolto e di dialogo, come ci indica il recente Sinodo sui giovani. I temi delle catechesi si riferiranno tutti a quello più generale della Gmg, ‘Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola’”.

Dal Servizio Cei filtrano anche alcuni primi dati relativi alle iscrizioni regione per regione. Ad oggi è il Triveneto ad avere il primato, con 200 iscritti, poi la Lombardia con 97, il Piemonte con 85 e le Marche con 80. Cinquanta i giovani dall’Umbria.

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