Giovani e politica: l’esperienza degli incontri residenziali “Lab.Ora”

Ad oggi la proposta formativa si è concretizzata in sei Regioni Ecclesiastiche: su segnalazione dei rispettivi vescovi, sono circa 200 i laureati e laureandi che vi hanno aderito. Ed è proprio da qui che provengono i cinquanta giovani presenti al convegno, per proseguire un cammino maturato secondo la logica del “sano” competere e non dettato dal mero potere

“Faccio appello soprattutto a ‘voi giovani perché siete forti’, diceva l’apostolo Giovanni. Giovani, superate l’apatia. Vi chiedo di essere costruttori dell’Italia, di mettervi al lavoro per una Italia migliore. Per favore, non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico…”. Esortava così Papa Francesco nel 2015, rivolgendosi alla Chiesa italiana in occasione del V Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015. Da questo appello è scaturito un impegno, una risposta concreta attuata attraverso il progetto “Lab.Ora. Mille giovani servitori del Bene comune”, quale frutto dell’associazione “Laudato Si’” che, venerdì 7 dicembre, promuove a Roma il convegno “Fisiologia di una crisi. Una risposta sistemica”. L’evento è stato ideato per presentare le tematiche e le dinamiche attraverso cui l’Associazione si struttura, al fine di formulare efficacemente un nuovo concetto di leadership di servizio volto al bene della comunità. Nasce anche dall’intento di “raccontare”, attraverso le voci di autorevoli soggetti del mondo istituzionale, ecclesiale e accademico e attivato, l’esperienza dei “Lab.Ora”, incontri residenziali di cinque giorni, un format incentrato sulla testimonianza e sulla trasmissione esperienziale dei saperi, orientati non alla costruzione di aree politiche, bensì alla migliore definizione del “pre-politico” d’ispirazione cristiana.

Questi laboratori rappresentano, di fatto, un mirato e originale investimento educativo rivolto ai giovani tra i 23 e i 35 anni. Ad oggi la proposta formativa si è concretizzata in sei Regioni Ecclesiastiche: su segnalazione dei rispettivi vescovi, sono circa 200 i laureati e laureandi che vi hanno aderito. Ed è proprio da qui che provengono i cinquanta giovani che saranno presenti al convegno, per proseguire un cammino maturato secondo la logica del “sano” competere e non dettato dal mero potere. Dopo il primo “Lab.Ora” svoltosi in Campania (a novembre-dicembre 2016); la seconda tappa in Liguria-Piemonte-Valle d’Aosta (nel maggio 2017); la terza in Sicilia (luglio 2017); dal 16 al 20 maggio scorso, a Rimini, per Emilia-Romagna e Marche.

Ad affiancare i giovani selezionati, un esperto gruppo di laici ed ecclesiastici provenienti dagli ambiti più qualificati che, con generosità, hanno contribuito a favorire nei partecipanti un nuovo protagonismo per l’Italia del domani.

26 docenti di quattro Università cattoliche per la redazione di altrettante schede concettuali di riferimento, tre vescovi, trenta testimoni-relatori e diversi tutor: questi i numeri dell’iniziativa residenziale in cui, tra testimonianze, sessioni plenarie sulle diverse aree di impegno, momenti di studio, confronti di gruppo e visita alle realtà imprenditoriali e sociali locali, i giovani di “Lab.Ora” si sono potuti misurare con i princìpi fondanti della Dottrina Sociale della Chiesa.

Movimenti, comunità, Università, mondo del lavoro, della scienza, dell’economia, del diritto, della comunicazione: sgorgano da qui, e a partire dal Vangelo, le idee che muovono questi giovani a mettersi in discussione con rinnovato impegno. Un impegno che va di pari passo con la coscienza e con una genuina creatività. Come quella espressa da Chiara Stipa, della diocesi di Ascoli Piceno, che prendendo parte per la prima volta alla proposta ha trovato “interessanti e attuali i temi affrontati”, con l’auspicio di traghettare “contenuti utili” e creare “un percorso simile” anche nel proprio contesto di appartenenza. “Unicità attiva, utopia concreta e opportunità di crescita personale”: questo invece è “Lab.Ora” secondo Davide Grasso, studente della diocesi di Cesena-Sarsina, che intravede nel progetto una chance per “comprendere i propri limiti attraverso il dialogo e la conoscenza reciproca”. Dello stesso avviso Chiara Franchini, della diocesi di Modena-Nonantola: per lei la proposta rappresenta un vero e proprio “master in santità applicata, in cui la formazione personale e professionale viene illuminata dall’insegnamento della Chiesa tramite testimoni veritieri e sinceri”. Parole che dimostrano quanto queste giornate abbiano lasciato il segno nell’animo di quei ragazzi e ragazze che, come sottolineato da Salvatore Martinez, presidente dell’Associazione “Laudato sì” e del Rinnovamento nello Spirito Santo, già incarnano “personalità forti e motivate, che potranno prendere parte autorevolmente alla vita del Paese, nei ruoli e nei luoghi dove la Provvidenza vorrà collocarli”.

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