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30 anni del Sir: contro i fabbricatori di fake news

Fabbricare notizie fake è un’attività fondata sul compromesso, termine che non indica un’azione isolata di un singolo quanto piuttosto un accordo tra più soggetti, un’intesa volta a usare le parole per attaccare l’altro, riducendolo, come nello scenario di un conflitto, al ruolo del nemico da abbattere. L’avversario della verità in questa prospettiva non è unicamente chi dà forma alle notizie false ma anche (tema drammaticamente attuale) quanti contribuiscono nel mondo dell’informazione a legittimare e rafforzare la spirale delle notizie manipolate, la cosiddetta macchina del fango, affidandosi a una logica del compromesso che risponde a diversi obiettivi (visibilità, potere, guadagno economico)

Nel messaggio del Santo Padre appare molto significativo che il richiamo ai principi posti al fondamento della linea editoriale del Sir venga posto in relazione con il tema delle fake news, il fenomeno della manipolazione delle notizie al centro del tema della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali dello scorso anno. Nel discorso del Papa la frase di mons. Giuseppe Cacciami diviene così occasione per ribadire ancora una volta che il fenomeno delle informazioni manipolate e distorte equivale a un inquinamento della relazione con l’altro che occorre saper riconoscere, il cui smascheramento costituisce una sfida ineludibile per i professionisti dell’informazione chiamati a combattere la falsità, a non cedere alle lusinghe di scandali creati e alimentati spesso con piena consapevolezza per colpire l’altro, ferirne la reputazione, alimentando contrapposizioni e divisioni che nascono spesso dal risentimento o peggio dall’invidia.

Vale allora davvero la pena rileggere un passaggio di questa lettera in cui ancora una volta Papa Francesco esorta a riconoscere il bene della verità, facendo ricorso efficacemente a una figura metaforica, quella del custode: “Appassionatevi sempre di più alla verità. Siate custodi delle notizie […] Informare è formare è avere a che fare con la vita delle persone”. In questa prospettiva

lavorare al servizio dell’informazione significa innanzitutto avviarsi “sui sentieri belli e faticosi del pensare, non scendendo a compromessi con nessuno”.

In questo senso emerge chiaramente come fabbricare notizie fake sia un’attività fondata sul compromesso, termine che non indica un’azione isolata di un singolo quanto piuttosto un accordo tra più soggetti, un’intesa volta a usare le parole per attaccare l’altro, riducendolo, come nello scenario di un conflitto, al ruolo del nemico da abbattere.

L’avversario della verità in questa prospettiva non è unicamente chi dà forma alle notizie false ma anche (tema drammaticamente attuale) quanti contribuiscono nel mondo dell’informazione a legittimare e rafforzare la spirale delle notizie manipolate, la cosiddetta macchina del fango, affidandosi a una logica del compromesso che risponde a diversi obiettivi (visibilità, potere, guadagno economico).

Fino ad arrivare a una delle derive più paradossali e drammatiche dell’inquinamento della verità, l’atteggiamento ipocrita che consiste nel denigrare l’altro accusandolo (falsamente) di essere un fabbricatore di fake news per sollecitare un consenso finalizzato a ottenere un vantaggio per sé o per il proprio gruppo.

Emerge qui il grande valore dell’esortazione finale della lettera con cui il Papa si rivolge ai professionisti dell’informazione del Sir: “Siate liberi e lontani da modelli riduttivi. Aiutate a comprendere i fatti nella loro complessità e nel loro significato profondo”.

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