Noi giovani siamo il motore di un cambiamento positivo

Alla fine di tutto questo percorso di Sinodo, vorrei gridare ai giovani che ancora una volta ho fatto l’esperienza di una Madre, la Chiesa, che mi ha invitata, ascoltata, amata e incoraggiata; e che non vede l’ora di poter tornare ad amare i suoi figli, soprattutto i più deboli: giovani, se siete in ricerca di senso bussate, chiedete, cercate nella Chiesa! Abbiamo camminato insieme. Io personalmente lo sto dicendo ovunque e a chiunque: abbiamo fatto questo percorso insieme, cercando risposte per i tanti giovani in ricerca di felicità. Il pellegrinaggio a fine Sinodo ne è stato l’esempio: giovani e anziani che camminavano uno a fianco all’altro verso un’unica meta

foto SIR/Marco Calvarese

Noi giovani spesso abbiamo bisogno di fissare un momento importante con una foto da “postare” sui social o con delle immagini particolari che ci rappresentano. Ecco allora che l’immagine che, secondo me, racchiude questo tempo di Sinodo è lo stesso regalo che Papa Francesco ci ha donato: un quadretto di bronzo con raffigurato Gesù che abbraccia il discepolo amato, Giovanni. Gesù raffigura la Chiesa intera con il Papa e tutti i Padri e Giovanni è “il giovane” come noi. Anche la lettera che ci hanno rivolto i Padri sinodali alla fine del Sinodo esprime proprio questo. Per questo vorrei condividerla con voi tutti perché è come un testamento di fine percorso in cui si lascia a chi si vuol bene ciò che si ha di più caro: i proprio sogni!

“A voi, giovani del mondo, ci rivolgiamo noi padri sinodali, con una parola di speranza, di fiducia, di consolazione. In questi giorni ci siamo riuniti per ascoltare la voce di Gesù, ‘il Cristo eternamente giovane’, e riconoscere in Lui le vostre molte voci, le vostre grida di esultanza, i lamenti, i silenzi.
Sappiamo delle vostre ricerche interiori, delle gioie e delle speranze, dei dolori e delle angosce che costituiscono la vostra inquietudine. Desideriamo che adesso ascoltiate una parola da noi: vogliamo essere collaboratori della vostra gioia affinché le vostre attese si trasformino in ideali.
Siamo certi che sarete pronti a impegnarvi con la vostra voglia di vivere, perché i vostri sogni prendano corpo nella vostra esistenza e nella storia umana.
Le nostre debolezze non vi scoraggino, le fragilità e i peccati non siano ostacolo alla vostra fiducia. La Chiesa vi è madre, non vi abbandona, è pronta ad accompagnarvi su strade nuove, sui sentieri di altura ove il vento dello Spirito soffia più forte, spazzando via le nebbie dell’indifferenza, della superficialità, dello scoraggiamento.
Quando il mondo, che Dio ha tanto amato da donargli il suo Figlio Gesù, è ripiegato sulle cose, sul successo immediato, sul piacere e schiaccia i più deboli, voi aiutatelo a rialzarsi e a rivolgere lo sguardo verso l’amore, la bellezza, la verità, la giustizia.
Per un mese abbiamo camminato insieme con alcuni di voi e molti altri legati a noi con la preghiera e l’affetto. Desideriamo continuare ora il cammino in ogni parte della terra ove il Signore Gesù ci invia come discepoli missionari.
La Chiesa e il mondo hanno urgente bisogno del vostro entusiasmo. Fatevi compagni di strada dei più fragili, dei poveri, dei feriti dalla vita. Siete il presente, siate il futuro più luminoso”.

Ci sono delle parole che hanno fatto breccia nel mio cuore.

La Chiesa vi è madre.

Alla fine di tutto questo percorso di Sinodo, vorrei gridare ai giovani che ancora una volta ho fatto l’esperienza di una Madre, la Chiesa, che mi ha invitata, ascoltata, amata e incoraggiata; e che non vede l’ora di poter tornare ad amare i suoi figli, soprattutto i più deboli: giovani, se siete in ricerca di senso bussate, chiedete, cercate nella Chiesa!

Abbiamo camminato insieme.

Io personalmente lo sto dicendo ovunque e a chiunque: abbiamo fatto questo percorso insieme, cercando risposte per i tanti giovani in ricerca di felicità. Il pellegrinaggio a fine Sinodo ne è stato l’esempio: giovani e anziani che camminavano uno a fianco all’altro verso un’unica meta.

La Chiesa e il mondo hanno urgente bisogno del vostro entusiasmo.

Questo entusiasmo credo possa portare a delle rivoluzioni pacifiche necessarie. Siamo il motore che può generare un cambiamento positivo. Invece di rimanere in panchina, abbiamo il dovere di coinvolgere chi è ancora lontano con la nostra spontaneità.
Che dire? Grazie Madre, che cammini con me e mi ridoni la gioia di correre con entusiasmo verso tutti, gridando: “Venite ragazzi, ho trovato chi veramente può aiutarmi a dire il mio sì alla Felicità!”.

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