Gmg: laboratorio straordinario per favorire l’innovazione e la sostenibilità dell’umano

Tra adattamento climatico e intelligenza artificiale, governance politico-economica e catastrofi ambientali, bisogna ripartire dalle povertà per educare allo sviluppo integrale. Un luogo emblematico per pensare il rapporto tra formazione ecologica e cultura giovanile è l’azione del cammino, l’avventura del pellegrinaggio

Conversione, responsabilità, vocazione alla comunione universale passano dalla “preoccupazione per l’ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società” (Laudato si’, 2015, n. 91). L’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta costituisce uno tra gli assi portanti dell’enciclica Laudato si’ e rappresenta il focus della riflessione con cui Asa (Alta scuola per l’ambiente) intende contribuire al dibattito pubblico sul senso umano della tecnologia negli anni della svolta ecologica. Tra adattamento climatico e intelligenza artificiale, governance politico-economica e catastrofi ambientali, bisogna ripartire dalle povertà per educare allo sviluppo integrale. Un luogo emblematico per pensare il rapporto tra formazione ecologica e cultura giovanile è l’azione del cammino, l’avventura del pellegrinaggio. Nella pratica del pellegrinaggio confluiscono infatti scelte personali e prospettive comunitarie, coinvolgimento interiore e senso di appartenenza.

Il pellegrinaggio è occasione di ricerca e di contemplazione con occhi nuovi del creato, come pure invito all’impegno di salvaguardia dell’integrità della creazione, condizione di una sua migliore fruizione personale e collettiva.

Nell’esperienza di ricerca scientifica e umana condotta in Alta scuola per l’ambiente, ho più volte toccato l’esigenza della conversione e della responsabilità. Leggo perciò il significato del convegno “Le povertà, lo sviluppo sostenibile, le tecnologie. Formazione, giovani adattamento climatico” in sintonia con la novità delle Giornate mondiali della gioventù, che da oltre 30 anni continuamente rinnovano la ricerca dei giovani di consapevolezza e maturazione religiosa.
Il cammino nella natura, con lo stretto necessario, fa percepire il senso del limite e ripropone la realtà dell’interdipendenza, chiedendo a tutti di accogliersi gli uni gli altri come compagni di viaggio, solidali nel reciproco aiuto, nel comune cammino.

Le Gmg costituiscono un pellegrinaggio generazionale per le vie del mondo, attraverso i cinque continenti, durante il quale il Papa può accostare e comprendere culture diverse, modalità di vivere il cristianesimo e l’esperienza di fede dei giovani.

E se ogni incontro ha un tema proprio e testimoni esemplari da proporre come guida per i giovani, da Giovanni Paolo II a Papa Francesco le Giornate mondiali della gioventù designano un cammino nello spazio e nella storia, mostrando un orizzonte di impegno e un’ampia sfera di azione a cui le giovani generazioni sono chiamate a rispondere con entusiasmo e creatività.
Tra i progetti che l’Alta scuola per l’ambiente analizza nel convegno, le Gmg costituiscono un laboratorio formativo straordinario per favorire l’innovazione e la sostenibilità dell’umano.
Mobilitano emozioni potenti e, anche se non v’è dubbio che i sentimenti non bastano a spiegare il fenomeno, occorre riconoscere la persuasività e la dimensione pulsionale dell’aggregazione giovanile intorno ai temi della fede e dalla Gmg di Rio su quelli dello sviluppo integrale.
Un progetto di ricerca per capire la capacità dei giovani di prendersi cura del Creato, attraverso le Gmg: questo è lo spunto che la mia riflessione nel vivo dell’Alta scuola per l’ambiente reca nel convegno dei 10 anni di Asa, tra cambiamento climatico, tecnologie, povertà. Per riscoprire il processo, forse il pellegrinaggio, della sostenibilità. Che è anzitutto prendersi cura dell’umano, misericordia per la nostra casa comune!

(*) coordinatrice Area custodia del creato dell’Alta scuola per l’ambiente – Università Cattolica del Sacro Cuore

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