Per mille strade/Emilia-Romagna. Responsabilizzare i giovani in chiave di sussidiarietà

Sono 2mila i giovani dalle quindici diocesi dell’Emilia-Romagna pronti a mettersi in cammino “Per mille strade”, la fase di avvicinamento alla due giorni di Roma con papa Francesco l’11 e 12 agosto. Tra questi ragazzi, 11 provengono dalla Tanzania e sono accompagnati dai Missionari del Preziosissimo Sangue che hanno una loro comunità a Cesena. Il comune denominatore tra gli appuntamenti decisi dalle singole pastorali giovanili è quello dei pellegrinaggi a piedi verso la capitale, in media di cinque giorni, alcuni nell’ambito del proprio territorio altri a più ampio respiro

Sono 2mila i giovani dalle quindici diocesi dell’Emilia-Romagna pronti a mettersi in cammino “Per mille strade”, la fase di avvicinamento alla due giorni di Roma con papa Francesco l’11 e 12 agosto. Tra questi ragazzi, 11 provengono dalla Tanzania e sono accompagnati dai Missionari del Preziosissimo Sangue che hanno una loro comunità a Cesena. Il comune denominatore tra gli appuntamenti decisi dalle singole pastorali giovanili è quello dei pellegrinaggi a piedi verso la capitale, in media di cinque giorni, alcuni nell’ambito del proprio territorio altri a più ampio respiro. Non sono previsti itinerari comuni o incroci tra le varie diocesi se si esclude il santuario de La Verna, situato sull’Appennino tosco-romagnolo in provincia di Arezzo, che è tappa dei cammini di tre pastorali: Cesena-Sarsina, Piacenza-Bobbio e Rimini. Non è escluso che qualche gruppo – senza averlo programmato – possa incontrarsi proprio lì dove san Francesco amava ritirarsi.

Un momento unitario ma solo per la Romagna, invece, è stato organizzato il 15 giugno scorso dalle “7 Sorelle” – così si auto-definiscono le diocesi romagnole – nella discoteca Indie di Pinarella di Cervia (Ravenna): “È un appuntamento che ripetiamo da qualche anno – spiega don Marcello Palazzi, responsabile regionale per la Pastorale giovanile, e sacerdote della diocesi di Cesena-Sarsina -. Questo in particolare è stato caratterizzato dalla presenza dei nostri vescovi, da testimonianze, momenti di preghiera, musica e fraternità”.

Come detto, alcune diocesi hanno scelto di camminare sul proprio territorio prima di raggiungere Roma in pullman o in treno. A Bologna si parte il 5 agosto dalle rispettive parrocchie per raggiungere, in serata, piazza Maggiore dove l’arcivescovo Matteo Zuppi consegnerà il mandato ai pellegrini. La mattina seguente: messa al santuario della Madonna di San Luca e prima tappa fino a Pontecchio Marconi. L’arrivo dopo 5 tappe è previsto al santuario di Boccadirio – dove aver sostato anche in quello di Montovolo, il Sinai bolognese –da dove la sera del 10 si parte in pullman per Roma. Pellegrinaggi diocesani anche per i giovani di Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro (con catechesi guidate da Ludwing Monti, monaco di Bose), Modena-Nonantola, Ravenna-Cervia.

Percorso misto per i giovani parmigiani e parmensi che percorreranno due tratti della via Francigena dal 3 agosto: il primo da Parma al passo della Cisa sull’Appennino in tre tappe, quindi da Bolsena a La Storta nei pressi di Roma con altre cinque soste. A cavallo di due regioni saranno invece i ragazzi di Cesena-Sarsina. Inizio comunitario con messa alla basilica del Monte a Cesena e termine nella concattedrale di San Vicinio a Sarsina. In mezzo, tre diversi itinerari che si concludono tutti a Sarsina: da Camaldoli (passando anche per La Verna), da San Leo, da Cesena. Arrivo a La Verna anche per i giovani riminesi con partenza dalla propria città, e per quelli di Piacenza-Bobbio che hanno optato per un percorso che si snoda nel cuore delle foreste Casentinesi sulle tracce di san Francesco.

Tutto fuori regione il cammino a piedi di Imola con partenza da Viterbo e arrivo a Roma. Mentre i giovani di Ferrara-Comacchio raggiungeranno la capitale in pullman con tappe a Loreto e Sacrofano. Solo partecipazione alla due giorni con Francesco per le diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, Fidenza (dal 24 al 31 luglio è stato proposto un pellegrinaggio in Terra Santa con il vescovo), Carpi (dal 28 maggio al 2 giugno è stato organizzato un viaggio a Lourdes) e San Marino-Montefeltro.

Il perché non sia stato organizzato nessun momento unitario tra le diocesi – rispetto a quanto fatto dalle pastorali giovanili di altre regioni – lo spiega don Marcello: “I numeri alti di partecipanti non lo permettevano e in ogni caso abbiamo pensato che tutti insieme saremmo stati a Roma. I cammini serviranno per conoscersi meglio tra i ragazzi”. Don Palazzi è da diversi anni responsabile della pastorale giovanile per l’Emilia-Romagna e assicura: “È viva e attiva con diversi progetti,

c’è una buona sinergia tra noi, negli ultimi anni si lavora molto di più tre le varie diocesi.

Ci sono diversi preti giovani e soprattutto ci siamo arricchiti sempre di più di laici nelle segreterie e nelle commissioni di aiuto agli incaricati. Dobbiamo responsabilizzare i giovani in chiave di sussidiarietà”. Don Marcello in conclusione sottolinea l’importanza delle due iniziative estive – i cammini e la due giorni di Roma – nell’ottica del Sinodo: “Sono stato in Spagna e non ho trovato lo stesso interesse per l’appuntamento di ottobre. I cammini e l’incontro di Roma invece sono occasioni per avvicinare, per coinvolgere, per suscitare dal basso interrogativi e risposte. Altrimenti il rischio è che il Sinodo venga percepito come una cosa solo dei vescovi”.

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