This content is available in English

Giornata del creato. Nel messaggio di Francesco e Bartolomeo il segno profetico della comunione tra le Chiese

Il gesto del Patriarca di Costantinopoli e del Vescovo di Roma esprime comunione piena tra i due e tra le Chiese: pregare insieme, a partire dagli stessi presupposti, genera un movimento di comunione che noi nemmeno immaginiamo. Perché in questo modo due Chiese si pongono insieme davanti a Dio Creatore, esprimono la medesima preoccupazione e la medesima preghiera

A volte si ha l’impressione che al giorno d’oggi parlare di ecologia sia un po’ di moda. È sicuramente un argomento che fa audience, che attira attenzione e suscita interesse, almeno in certi ambienti e nel cuore di un notevole numero di persone. Accanto a questa constatazione però ce n’è anche un’altra, che obbliga a riconoscere un elemento che sembra essere altrettanto “di moda”, decisamente troppo diffuso: il moltiplicarsi di una miriade di reati, dall’abbandono di piccoli rifiuti fino ad inquinamenti di proporzioni colossali, che in definitiva sono dei veri e propri atti di violenza ai danni dell’ecosistema. Il fatto che se ne parli e che se ne parli spesso, forse denota

lo sviluppo di una sensibilità nuova nei confronti dei temi legati all’ambiente:

attenzione a uno sviluppo sostenibile e denuncia di ogni sopruso possono aiutarci a concludere che la gente, o perlomeno molta gente, avverte la necessità di un cambio di rotta.
Se a tutta questa attenzione, che dovrebbe (il condizionale purtroppo è d’obbligo…) essere pane quotidiano di ogni essere umano, aggiungiamo una lettura cristiana, allora il mondo non è più solo un sistema di equilibri, non è più solo Madre natura, ma è innanzitutto Creazione. In altri termini:

la visione cristiana presenta la proposta di guardare al mondo vedendoci dentro il “di più” di una Presenza, quella di Dio,

che all’uomo creato offre il resto del cosmo, a sua volta creato, perché sia goduto e custodito. È proprio così che il creato assume la fisionomia di quella figura che tutta la tradizione cristiana indica con il nome di sacramento: elemento di comunione tra Dio Creatore e l’uomo creato. Nel mondo creato, Dio e uomo davvero si incontrano: Dio, che pone in opera il creato, e l’uomo, parte del creato, chiamato a porre (e a riporre) in opera la custodia del creato stesso.

Ora è risaputo che, quando ad esprimere questi concetti si alza una sola voce, questa rischia di risuonare a vuoto e di perdersi: più voci invece fanno un coro. Il Patriarca Bartolomeo e Papa Francesco, con le Chiese e i fedeli che essi rappresentano, uniscono oggi le loro voci per richiamare l’attenzione su qualcosa che non è semplicemente importante, quanto piuttosto decisivo. La situazione attuale, scrivono Francesco e Bartolomeo, “ci rivela uno scenario moralmente decadente”, che rischia di allontanarsi drammaticamente da ciò che Dio ha pensato e che ancora propone. A partire da questa constatazione amara e realistica,

le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica si impegnano a pregare e a far pregare per l’ambiente,

in particolare proprio oggi, 1° settembre, in occasione di questa Giornata di preghiera per il creato.
Mi pare bello sottolineare che questa proposta, questo gesto del Patriarca di Costantinopoli e del Vescovo di Roma, esprime in realtà comunione piena tra i due e tra le Chiese: pregare insieme, a partire dagli stessi presupposti, genera un movimento di comunione che noi nemmeno immaginiamo. Perché in questo modo due Chiese si pongono insieme davanti a Dio Creatore, esprimono la medesima preoccupazione e la medesima preghiera.

Quell’Eucaristia che come cattolici e ortodossi ancora non condividiamo pienamente, è fatta di elementi creati, il pane e il vino, che diventano sintesi di tutto il creato.

Ma questo allora fa pensare che quell’Eucaristia che non condividiamo nella liturgia, è condivisa però nell’ecologia; e in tal modo l’attenzione al creato diventa segno profetico di quella comunione piena verso la quale siamo incamminati.
Se la comunione vera è contagiosa e dinamica (e lo è senz’altro!), il prossimo passaggio potrebbe essere quello di unire le voci di tutti i cristiani, anche dei credenti di area protestante e anglicana, orientale e pentecostale, per recepire il forte impegno di molti sul fronte della custodia del creato. Da espressione corale delle Chiese ortodosse e della Chiesa cattolica, l’attenzione a custodire il creato diventerebbe così la sinfonia di tutti i cristiani: per la lode a Dio Creatore, e per il bene di ogni creatura umana.

(*) direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei

Altri articoli in Chiesa

Chiesa