Nuovi sacerdoti: don Nello Nappo, quando il dolore rafforza la vocazione. Portare Gesù nei luoghi della sofferenza

Il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, ha chiesto al Pontefice di ordinare personalmente il diacono, che ha vissuto negli anni di seminario due momenti molto difficili: la morte improvvisa della mamma e un intervento al cuore. Don Nello ora desidera essere un pastore in mezzo alla gente, proprio come chiede il Santo Padre

Emozioni grandi per un giorno tanto atteso. Sono quelle che sta vivendo don Nello Nappo, diacono della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, che sarà ordinato sacerdote domenica 7 maggio da Papa Francesco, insieme ad altri nove, nella basilica vaticana.

“È un dono chiesto a Pietro, alla luce del percorso sofferto di don Nello. Un segno di unità con il Papa. Un modo per rimarcare la comunione della diocesi con il successore di Pietro “. Così mons. Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, spiega la richiesta rivolta a Papa Francesco di consacrare personalmente don Nello, che ha compiuto 28 anni il 6 aprile. Sono stati due i momenti particolarmente difficili che il giovane ha dovuto affrontare: la morte improvvisa della mamma, quando frequentava il secondo anno di seminario, e un’operazione al cuore due anni fa. Don Nappo presiederà la sua prima Messa lunedì 8 maggio, alle 19,30, nella concattedrale di San Michele Arcangelo a Episcopio di Sarno.

Pastori con l’odore delle pecore. “È una grande emozione per me essere ordinato sacerdote da Papa Francesco – ci confida don Nello Nappo -. Ed è stato emozionante anche il modo in cui l’ho saputo: il vescovo, mons. Giuseppe Giudice, lo ha annunciato durante un’ordinazione diaconale avvenuta in diocesi il 5 gennaio, in cattedrale. Mi aveva precedentemente accennato a questa possibilità, ma non mi aveva dato alcuna certezza, poi a sorpresa lo ha detto alla fine della celebrazione. Quando è stato dato l’annuncio sono scoppiato in lacrime”. Il diacono ci racconta i suoi sentimenti per questo momento così importante:

“Desidero arrivare subito al 7 maggio: sapere di essere ordinato da un Papa, che sta portando tanto rinnovamento nella Chiesa, mi dà tanta forza e un grande slancio per il mio sacerdozio, oltre che un’immensa gioia”.

Attualmente il giovane, che ha studiato al seminario Giovanni Paolo II di Pontecagnano, collabora a Pagani nelle due parrocchie di Santa Maria delle Grazie e San Francesco di Paola, insieme al parroco, don Raffaele Corrado.

Don Nello desidera seguire “l’invito di Papa Francesco ai preti di essere pastori con l’odore delle pecore”: “Io – afferma – voglio essere un sacerdote in mezzo alla gente, che sa ascoltare ed essere accanto alla gente, che sa gioire con chi gioisce e piangere con chi è nel dolore. Solo così i presbiteri possono essere fari in questo mondo per portare la luce di Cristo”.

Il dolore illuminato dalla fede. “Il vescovo ha chiesto al Papa di ordinarmi perché il mio percorso in seminario è stato attraversato da momenti molto bui – chiarisce don Nello -.

Il primo è stato al secondo anno di seminario quando improvvisamente è morta mia madre, a 49 anni.

Ha avuto un malore durante la notte. Io stavo in seminario, era il periodo degli esami, e sono stato avvisato la mattina dopo da mio padre e i miei fratelli. Ho vissuto questo grandissimo dolore con molta fede e ciò mi ha dato una spinta ulteriore nel cammino vocazionale”.

Un secondo momento di prova, prosegue il diacono, “è stato due anni fa, quando ho dovuto subire un intervento al cuore all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.

Ho scoperto di avere dalla nascita, ma senza che si fosse mai manifestata, una malformazione alla valvola aortica. In quell’occasione, sono stato un paio di mesi fuori dal seminario: prima per essere ricoverato in ospedale e poi per fare la convalescenza a casa. Nel periodo in ospedale ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza forte, anche con le altre persone ricoverate. La sera giravo per le stanze per parlare con i degenti e i loro parenti. Ho scoperto tanti problemi e difficoltà: così ho cercato di portare conforto anche in quel luogo di sofferenza, attraverso la mia esperienza vocazionale.

Nella mia storia, infatti, il dolore ha costituito quella molla che mi ha dato ancora più forza nel mio cammino di sequela del Signore”.

Il sostegno della famiglia. La chiamata per don Nello è arrivata presto: “Ho iniziato a comprendere la mia vocazione verso i 14 anni. Già frequentavo la mia parrocchia del SS. Corpo di Cristo a Nocera Inferiore, dove facevo il ministrante e il catechista, ma poi ho capito che c’era una chiamata a qualcosa di più alto attraverso la conoscenza e il confronto con un seminarista, Raffaele Ferrentino, ora sacerdote a Nocera. La mia parrocchia è guidata da frati conventuali, ma ho compreso che la mia vocazione non mi portava in convento, ma a stare tra la gente in parrocchia. Dopo le scuole superiori sono entrato in Seminario”. Una scelta “accolta benissimo dalla mia famiglia – dice il diacono -: mia madre era nel coro della parrocchia, ma pure mio padre ha sostenuto la scelta. Anche i miei nonni, con cui sono cresciuto, mi sono stati molto vicini”. Il futuro sacerdote ha anche un fratello, che “sta completando gli studi di chimica alla Federico II ed è il responsabile in parrocchia del gruppo ministranti” e una sorella, che “lavora nell’assistenza a persone anziane”. I tre sono molto legati, ma soprattutto don Nello sente vicina la mamma:

“Anche questo segno che sarà Papa Francesco a ordinarmi lo vedo come un dono di mia madre dal cielo. D’altra parte, l’ordinazione avverrà il 7 maggio, una settimana prima della festa della mamma”.

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