Papa in Papua Nuova Guinea: alle autorità, “l’abbondanza dei beni materiali fa ripiegare la società su se stessa”

(Foto Vatican Media/SIR)

“L’abbondanza dei beni materiali, senza il respiro dell’anima, non basta a dar vita a una società vitale e serena, laboriosa e gioiosa, anzi, la fa ripiegare su sé stessa”. È il monito del Papa da Port Moresby, nel suo primo discorso in Papua Nuov Guinea, rivolto alle autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico. “L’aridità del cuore le fa perdere l’orientamento e dimenticare la giusta scala dei valori; le toglie slancio e la blocca fino al punto – come accade in alcune società opulente – che essa smarrisce la speranza nell’avvenire e non trova più ragioni per trasmettere la vita e la fede alle generazioni future”, ha spiegato Francesco, secondo il quale “è necessario orientare lo spirito verso realtà più grandi; occorre che i comportamenti siano sostenuti da una forza interiore, che li metta al riparo dal rischio di corrompersi e di perdere lungo la strada la capacità di riconoscere il significato del proprio operare e di eseguirlo con dedizione e costanza”. “Anche se a volte ce ne dimentichiamo – ha ricordato il Papa – l’essere umano ha bisogno, oltre che del necessario per vivere, di una grande speranza nel cuore, che lo faccia vivere bene, gli dia il gusto e il coraggio di intraprendere progetti di ampio respiro e gli consenta di elevare lo sguardo verso l’alto e verso vasti orizzonti”.

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