Chiesa in Spagna: 3mila edifici di interesse culturale. Fede, turismo e Pil

La Chiesa iberica possiede più di 3.000 edifici di interesse culturale che non solo hanno un valore storico e architettonico incalcolabile, ma sono anche spazi vivi di fede e di evangelizzazione, contribuendo a una ricchezza educativa, religiosa e culturale al servizio della società e del bene comune

(Foto catedraldesevilla.es)

La Chiesa spagnola possiede più di 3.000 edifici di interesse culturale che non solo hanno un valore storico e architettonico incalcolabile, ma sono anche spazi vivi di fede e di evangelizzazione, contribuendo a una ricchezza educativa, religiosa e culturale al servizio della società e del bene comune.

Centinaia di progetti. Le attività svolte nell’ambito del patrimonio immobiliare storico della Chiesa, “oltre al loro scopo liturgico, evangelizzatore e pastorale, generano anche un impatto notevole sul Pil nazionale di oltre 22 milioni di euro”, secondo quanto riportato nell’ultima memoria annuale della Chiesa cattolica spagnola (riferita all’anno 2022). In particolare, la memoria attesta che la Chiesa iberica possiede 3.161 immobili classificati di interesse culturale, di cui 283 sono musei diocesani. Nel 2022, le diocesi spagnole hanno stanziato oltre 47 milioni di euro per 499 progetti di costruzione, conservazione e ristrutturazione degli immobili, finanziando 22 progetti in più rispetto al 2021. Cifre che nel Paese hanno avuto un impatto positivo anche nel settore dell’occupazione, creando oltre 225.000 posti di lavoro diretti e indiretti.

Patrimonio dell’umanità. In Spagna sono più di cinquecento i Comuni in cui l’unico bene immobile di interesse culturale – la più alta categoria di protezione prevista dalla legge nazionale sul patrimonio storico – è la chiesa parrocchiale o un altro luogo di culto cattolico locale, svolgendo così un ruolo determinante allo sviluppo socio-economico dell’area grazie al valore culturale e all’attrazione turistica generata. Dei 44 siti culturali spagnoli dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, 22 sono quelli collegati a entità ecclesiastiche, sia per la proprietà (cattedrali di Burgos, Siviglia, Toledo, ecc.), sia per le origini storiche (Cammino di Santiago, Alcalá de Henares), sia per la presenza di importanti conventi o santuari (Ávila o Santiago de Compostela).

Compostela e Guadalupe. Dalla memoria emerge inoltre quanto gli immobili di interesse culturale siano sempre più spesso meta di un grande afflusso di pellegrini e turisti: ad esempio lungo il Cammino di Santiago, con 438.307 pellegrini accolti presso l’ufficio pellegrinaggi di Santiago de Compostela o gli oltre 170.000 partecipanti all’anno giubilare di Guadalupe.

Feste religiose e turismo. Milioni di persone partecipano ogni anno nel Paese iberico alle celebrazioni e processioni della Settimana Santa e ad altre feste religiose popolari. La Chiesa spagnola – attesta ancora la memoria – celebra annualmente 45 feste religiose di interesse turistico internazionale e 98 di interesse turistico nazionale. Anche questi eventi, oltre all’aspetto religioso e culturale, sono fonte di impatto economico e di occupazione per il Paese: 9,8 milioni di euro è l’impatto stimato nella memoria per il 2022, così come 97.000 sono i posti di lavoro direttamente collegati alla celebrazione delle tradizioni religiose, arrivando a un totale di 134.000 posti di lavoro generati. La Chiesa spagnola – conclude la memoria – è “consapevole dell’importanza storica e dell’interesse crescente del proprio patrimonio culturale, che mette a disposizione di tutti provvedendo regolarmente alla sua manutenzione e conservazione”.

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