Rogo di Sesto Fiorentino: proteste dei migranti dopo la morte di Ali Muse

Ali Muse ha perso la vita nel tentativo di recuperare i documenti che gli servivano per il ricongiungimento familiare, per fare arrivare in Italia la moglie e i due figli che abitano in Kenya. Altri due extracomunitari sono stati ricoverati per intossicazione

Hanno protestato nel centro storico di Firenze con uno striscione improvvisato per accusare le istituzioni della morte di Ali Muse, rimasto imprigionato nella notte tra mercoledì e giovedì nelle fiamme del capannone di Sesto Fiorentino che un tempo ospitava il mobilificio Aiazzone. Da due anni l’immobile, abbandonato, era occupato da extracomunitari, per lo più somali, proprio come Ali Muse, che ha perso la vita nel tentativo di recuperare i documenti che gli servivano per il ricongiungimento familiare, per fare arrivare in Italia la moglie e i due figli che abitano in Kenya. Altri due extracomunitari sono stati ricoverati per intossicazione. Alcune decine di stranieri sono riusciti a uscire da soli dall’ex mobilificio mettendosi in salvo. Il capannone è stato posto sotto sequestro. La procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per incendio colposo e omicidio colposo. Al momento l’ipotesi è che l’incendio abbia avuto cause accidentali.
Per accogliere le decine di stranieri che occupavano l’ambiente sono state allestite delle tende in una piazza nelle vicinanze. La Protezione Civile ha distribuito coperte ed è stata messa in piedi anche una cucina da campo.
Nel frattempo si sta lavorando per trovare una soluzione alternativa. Il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, ha affermato che “il Comune non ha né spazi né risorse per gestire da solo un’emergenza di questa entità” rivolgendo un appello a tutte le istituzioni, Regione, Città metropolitana. Ma la polemica divampa con il centrodestra che parla di tragedia che poteva essere evitata e di fallimento del modello di accoglienza. Intanto gli stessi extracomunitari hanno dato vita alla protesta rammentata chiedendo un posto dove poter dormire. Prima si sono ritrovati davanti alla Prefettura di Firenze, poi si sono recati in corteo verso Palazzo Strozzi, occupando simbolicamente l’entrata della mostra di Ai Wei Wei, un’esposizione che parla proprio di immigrazione. Al momento sono stati sistemati provvisoriamente nel palazzetto dello sport di Sesto Fiorentino.

(*) direttore “Toscana Oggi”

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