Posta a giorni alterni. L’amara scoperta del “Corriere Cesenate”

La notizia non è stata diffusa da nessuno, è bene precisare anche questo. Ne siamo venuti a conoscenza grazie alle telefonate di lamentela degli abbonati che non hanno visto arrivare il nostro giornale. Molti lo aspettano fin dal giovedì. Chi non lo vede nel giorno di uscita spera di riceverlo almeno di venerdì. Ma a chi non arriva nel fine settimana, che se ne fa del Corriere al lunedì? Se poi la settimana di consegna è quella in cui la corrispondenza arriva al martedì?

Alla fine era tutta una bufala. Forse lo hanno fatto per prendere tempo. Forse non lo sapevano neppure loro come avrebbero portato avanti il progetto. Fatto sta che dallo scorso 8 febbraio, in tutto il territorio che fa capo a Cesena, la posta viene consegnata a giorni alterni. Diciamo meglio:

una settimana viene recapitata il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Quella successiva, il martedì e il giovedì, con una sequenza che somiglia più a un rompicapo che a qualcosa di ragionato.

Lettere, bollette, altra corrispondenza e il Corriere Cesenate arriveranno 5 giorni su 14. Sì, perché alla fine è questa la realtà. È inutile nasconderla. La notizia non è stata diffusa da nessuno, è bene precisare anche questo. Ne siamo venuti a conoscenza grazie alle telefonate di lamentela degli abbonati che non hanno visto arrivare il nostro giornale. Molti lo aspettano fin dal giovedì. Chi non lo vede nel giorno di uscita spera di riceverlo almeno di venerdì. Ma a chi non arriva nel fine settimana, che se ne fa del Corriere al lunedì? Se poi la settimana di consegna è quella in cui la corrispondenza arriva al martedì?
“Qua ci vogliono morti”, ci siamo detti lunedì scorso in una giornata in redazione che definire campale equivale assolutamente a un eufemismo. Dopo l’amara scoperta dei fatti, è subito scattata la ricerca della genesi di decisioni tante sbalorditive quanto inattese. Sì, perché da mesi e mesi le Poste assicurano che il recapito a giorni alterni – “a scacchiera” come preferisco definirlo – avrebbe riguardato in Italia 15 milioni di cittadini e i Comuni con meno di 30 mila abitanti e una densità inferiore a 200 abitanti per chilometro quadrato. Una decisione ugualmente preoccupante per noi e contro la quale ci stiamo battendo, a livello di Federazione nazionale dei settimanali cattolici (Fisc), ma non estesa a tutto il territorio nazionale.
Ora invece arriva l’inattesa sorpresa: la posta, salvo quotidiani e raccomandate e alcuni settimanali, non il nostro perché avrebbe il “difetto” di essere troppo diffuso, viene recapitata ovunque secondo lo schema dei giorni alterni.

Non è più questione di 30mila abitanti. Non c’entra più nulla la densità di popolazione.

Sarebbero escluse solo nove aree metropolitane. Cesena sarebbe il primo capoluogo di provincia (adesso abbiamo capito che significa essere provincia, sic!) in cui viene applicato questo nuovo metodo di recapito. Alla faccia dell’attenzione al territorio.
Speriamo solo che Poste Italiane torni sui suoi passi. La decisione presa pare improvvida e non è stata neppure preavvisata. D’altronde, se uno vuol fare uno sgarbo mica lo annuncia prima, e neppure manda una lettera. Neanche a giorni alterni.

(*) direttore “Corriere Cesenate” (Cesena-Sarsina)

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