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Seconda guerra mondiale: nata l’associazione “Paesaggi della memoria” per ricordare le deportazioni, la resistenza e la liberazione

Conservare e valorizzare i “luoghi della memoria” che, in Italia, richiamano l’orrore dei campi di sterminio, la lotta al fascismo, la resistenza e la liberazione. È lo scopo dell’associazione nazionale “Paesaggi della memoria. Rete dei musei e dei luoghi di memoria dell’Antifascismo, della Deportazione, della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e della Liberazione in Italia”, nata ufficialmente nei giorni scorsi a Milano, frutto di un percorso, iniziato nel 2014, fra diverse realtà – musei, fondazioni, associazioni – che si occupano a diverso titolo della conservazione e valorizzazione dei luoghi e della memoria di quanto avvenuto in questo specifico periodo storico nel nostro Paese. “Volontà e ambizione dei soci – spiega l’associazione in una nota – è far emergere e rendere visibile la rete territoriale che, partendo dalla mappa dei luoghi della memoria italiana, praticherà il confronto e lo scambio di risorse culturali, professionali, didattiche, metodologiche, amministrative che possano agevolare e migliorare il lavoro dei soci stessi nella valorizzazione reciproca; promuovendo al contempo presso l’opinione pubblica italiana la conoscenza storica e la coscienza civile di cui tali luoghi sono portatori; infine il confronto con i corrispettivi europei e internazionali”. L’associazione, alla cui costituzione hanno partecipato 15 enti, è aperta a tutte le realtà nazionali che, condividendone le finalità, vogliano aderire. L’assemblea dei soci ha nominato presidente Maria Cleofe Filippi della Fondazione ex campo Fossoli di Carpi; il consiglio direttivo è invece costituito da Mirco Carrattieri (Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana, Modena), Aurora Castellani (Fondazione museo e centro di documentazione della deportazione e resistenza di Prato), Massimo Dadà (Museo audiovisivo della resistenza di Fosdinovo, Massa Carrara), Giuliano Fornaciari (Museo e istituto Alcide Cervi, Reggio Emilia), Mauro Robba (Museo della fine della guerra di Dongo, Como), Guido Vaglio (Museo diffuso della resistenza, della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà di Torino).

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