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Migranti: p. Zerai, accordo Italia-Libia per “comprare i trafficanti”. La contro-proposta: familiari “sponsor”

L’accordo tra Italia e Libia “è un tentativo di ‘comprare’ i trafficanti” pur di non far arrivare i migranti in Europa. Lo afferma in una intervista al Sir padre Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia. “Tutto viene gestito dalla marina militare e dalla guardia costiera libica – spiega il sacerdote eritreo -: senza il loro consenso e coinvolgimento non potrebbe partire nessuno. Per cui il ragionamento è: i trafficanti danno il 30% alla marina e alla guardia costiera? Allora noi come Europa diamo la stessa cifra per impedire le partenze. Il rischio però è che i militari facciano il doppio gioco e guadagnino due volte: prendono i soldi dall’Unione europea e dai trafficanti, senza di fatto bloccare i flussi ma peggiorando le condizioni di trattamento dei migranti”. Sulle cifre dell’accordo “ufficialmente nessuno le dice – osserva – però se devono sostituirsi al guadagno dei trafficanti, stimato intorno ai 3 miliardi di euro l’anno tra via terra e via mare, vuol dire che bisogna tirarne fuori altrettanti. Perché alcune tribù libiche hanno fatto sapere chiaramente che l’unico loro introito è il traffico di esseri umani”. Padre Zerai lancia una contro-proposta: “se vogliamo sottrarre il guadagno di 3 miliardi di euro l’anno ai trafficanti dobbiamo aprire canali legali: molti di quei soldi partono dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada, ossia dai familiari dei migranti. Allora perché non facciamo diventare quei familiari una sorta di “sponsor”? I soldi che ora danno ai trafficanti potrebbero essere dati ai governi europei per far arrivare le persone in sicurezza”. Un esempio: “se io voglio far venire mio fratello non è meglio che quei 5.000 dollari dati in media ai trafficanti siano depositati in un conto gestito da un governo europeo, che li utilizzerà per l’accoglienza e garantirgli almeno l’inizio della sua permanenza?”.

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