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Regno Unito: elezioni anticipate. Lucie-Smith (Catholic Herald), “mossa strategica azzardata”

“Se la signora May conquista una consistente maggioranza” l’8 giugno, “come sembra possa fare con l’attuale 21% di vantaggio del suo partito nei sondaggi, la questione Brexit è definitivamente risolta: Brexit sarà qualsiasi cosa lei vorrà che sia; avrà il mandato del popolo, e nessuno sarà in grado di contestarlo”. Lo scrive sul Catholic Herald Alexander Lucie-Smith, analizzando la notizia della “mossa strategica azzardata” delle elezioni anticipate inglesi. Una maggioranza consistente farebbe cadere lo spauracchio di un referendum finale sui negoziati Brexit, anche se c’è un “inconveniente in questa strategia: la May dovrà dire all’elettorato che cosa sta progettando; finora è stata restia a farlo, e non a torto. Perché rivelare la strategia negoziale prima di avviare i negoziati?”. Un forte parlamento Tory vorrà però anche dire che i conservatori avranno forse rosicchiato voti agli indipendentisti scozzesi (Snp): difficile che l’Snp replichi la vittoria “sbalorditiva” delle ultime elezioni. Questo indebolirebbe il rischio di un secondo referendum scozzese per separarsi da Londra. Nei calcoli della May c’è anche la prevedibile bassa affluenza alle urne l’8 giugno, scrive ancora Lucie-Smith, perché “siamo tutti stufi di votare”, e ciò andrà a vantaggio dei conservatori. Sarà interessante vedere “che cosa diranno i vescovi” nel consueto documento pre-elettorale, conclude Lucie-Smith, visto che “queste elezioni saranno sul Brexit più che su ogni altra cosa”.

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