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Regno Unito: elezioni anticipate. Longley (The Tablet), “dal voto vantaggi solo per la May, non per il Paese”

Westminster ha approvato oggi la mozione del Governo con 522 voti a favore e 13 contrari: l’8 giugno i britannici andranno dunque alle urne per una tornata elettorale anticipata rispetto alla scadenza naturale del mandato nel 2020. Si voterà per “dare al Paese una leadership forte e stabile”, ha motivato il primo ministro Theresa May aprendo il dibattito in parlamento. “L’improvvisa chiamata alle urne di Theresa May, in questa fase del processo del Brexit eliminerà ogni residuo dubbio circa l’esito: la Gran Bretagna sarà fuori dal mercato unico e dall’unione doganale; questa sarà per l’economia britannica una grave ferita auto-inflitta e avrà pesanti ricadute sulla gente comune”. A commentare al Sir è Clifford Longley, consulente editoriale del giornale cattolico The Tablet. “Le elezioni generali della signora May”, ritiene Longley, “danneggeranno il partito laburista, ma rafforzeranno i nazionalisti scozzesi, che diranno di essere governati da un partito nazionalista inglese che non ha alcun riguardo per gli interessi scozzesi”. Serviranno poi per “rafforzare il partito conservatore e il controllo” che la May esercita su di esso. Saranno elezioni che non porteranno “vantaggi a nessuno, tranne che a lei”. Spiega Longley: “Le elezioni non uniranno la nazione, come sostiene la signora May, ma la divideranno ulteriormente”. Prova ne sarebbe, secondo Longley, “il tono isterico della stampa di destra” oggi, elemento “abbastanza spaventoso”, esattamente come “vuole essere”.

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