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Trattati di Roma: Gentiloni, “l’Unione sceglie di ripartire” restituendo “fiducia ai cittadini”

Tutti i leader europei, in piedi mentre risuona l’inno alla gioia che è diventato l’inno dell’Europa. Poi i suoni e le immagini in bianco e in nero dei padri fondatori a Roma per dare inizio all’avventura europea. Sfilano Alcide de Gasperi, Robert Schuman e Konrad Adenauer. Siamo nella Sala degli Orazi e dei Curiazi, la stessa sala dove nel 1957 furono firmati i Trattati di Roma. A dare il benvenuto ai 27 leader europei è il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni. “Non vi nascondo che con emozione partecipo a questo incontro”. “Siamo un po’ più stretti d’altra parte dal 25 marzo 1957 al 25 marzo 2017, abbiamo avuto un viaggio lungo 60 anni, un viaggio di speranze realizzate e un viaggio di speranze ancora da esaudire”. Il premier italiano ha espresso un tributo sentito ai padri fondatori che con il progetto europeo “sognavano un futuro diverso senza guerra, prospero, di pace”. L’Europa ha poi conosciuto “lunghi anni di oppressioni e mancanza di libertà” ma anche in quella Europa divisa le nazioni non hanno smesso di “costruire una Europa di pace” inseguendo quella “splendida ossessione” di “non dividere ma unire”.

Le sfide di oggi – ha detto Gentiloni – sono molte e dimostrano che “la storia è tutt’altro che finita” e che “l’Europa si è presentata con troppi ritardi” su temi come le migrazioni, la crescita, il lavoro. “Non possiamo fermarci quando intorno a noi il mondo intero è in movimento. E invece ci siamo fermati e questo ha provocato una crisi di rigetto e ha fatto rinascere chiusure nazionalistiche”. “Ecco il vero messaggio che deve venire per noi dalle celebrazioni di oggi, abbiamo imparato la lezione”, “l’Unione sceglie di ripartire” e “noi abbiamo la forza per ripartire, è la nostra stessa storia a offrircela”. L’Europa ha poi oggi una grande missione quella di “restituire fiducia ai nostri cittadini” attraverso “crescita, investimenti, lotta alla povertà, impegno per la sicurezza e la difesa”. “Tutti abbiamo rinunciato a qualcosa in nome dell’interesse comune, è lo spirito giusto per ripartire, ripartire per dare fiducia ai nostri concittadini”.

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