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Preghiera ecumenica per l’Europa: mons. Galantino, “aprire nuove strade, osare di più per vincere fatalismo e assuefazione”

Roma, 24 marzo 2017: veglia ecumenica in occasione del 60° della firma dei Trattati di Roma

“A questa Europa bella ma con la tentazione di chiudersi in se stessa, a questa Europa tentata di creare nuovi muri, noi ci impegniamo ad aprire nuove strade e a ipotizzare nuove possibilità, osando di più e lottando contro il fatalismo e l’assuefazione: due malattie mortali, non solo per il credente!”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nella meditazione che ha offerto questa sera ai partecipanti alla preghiera ecumenica per l’Europa che si sta svolgendo a Roma nella Basilica dei Santi XII Apostoli. “Dobbiamo tornare a sorridere e far sì che a chi ci incontra torni il sorriso”, ha aggiunto. “Il sorriso, perché si sente compreso, perché incontra gente che non sopporta lo spirito guerrafondaio e discriminante delle ‘anime piccole’. Dobbiamo tornare a sorridere e a contagiare sorriso perché il nostro essere luce illumini senza pretendere di accecare; e il nostro essere sale dà un gusto delicato senza la pretesa di omologare tutto. Pensate quanto fastidio provoca una luce che acceca e quanto disgusto c’è in una pietanza con un eccesso di sale!  Essere luce e sale nel rispetto di quanti ci incontrano! Quanta delicatezza è richiesta, soprattutto oggi, al credente!”.

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