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Ue: presidente Mattarella, “fatti gli europei ora fare l’Europa”. Necessaria revisione dei Trattati

“Oggi, come sessanta anni fa, abbiamo bisogno dell’Europa unita, perché le esigenze di sviluppo, di prosperità del nostro continente sono, in maniera indissolubile, legate alla capacità collettiva di poter avere voce in capitolo sulla scena internazionale, affermando i valori, le identità, gli interessi dei nostri popoli”. Lo ha dichiarato oggi il presidente Sergio Mattarella intervenendo alla Camera alle celebrazioni dei 60 anni dei Trattati europei. Che ha proseguito: “In questi sessant’anni di storia l’Europa è riuscita a mantenere la promessa centrale e fondante della propria identità. La guerra è stata tenuta lontana e, per la prima volta da tempo immemorabile, tre successive generazioni non ne hanno conosciuto la barbarie… E quando un duro scontro armato si è avvicinato ai confini dell’Unione, nella penisola Balcanica, pur fra incertezze e iniziali indecisioni, l’Europa ha preso coscienza dell’importanza di aiutare quei popoli vicini a uscire da una crisi che sembrava senza soluzione”. Quindi una riflessione sull’identità: “L’identità europea è costituita dall’insieme del patrimonio culturale e della eredità storica di ciascuno e da un patrimonio di principi condivisi, sviluppato congiuntamente in questi decenni. Ciò che serve è prevedere i mezzi adatti a far sì che la integrazione possa proseguire. Questi anni di pace, benessere e prosperità dell’Europa ci hanno consentito di raggiungere traguardi di cui gli stessi Padri fondatori sarebbero giustamente fieri, malgrado limiti e carenze”.
Quindi una parte dedicata agli aspetti concreti dell’integrazione europea, compresi l’euro, la libera circolazione, la protezione dell’ambiente, la sicurezza, “la Carta di Nizza” che tutela “i diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione”. “Capovolgendo l’espressione attribuita a Massimo d’Azeglio verrebbe da dire: Fatti gli europei è ora necessario fare l’Europa”. “Sono le persone, infatti, particolarmente i giovani, che già vivono l’Europa, ad essere la garanzia della irreversibilità della sua integrazione. Verso di essi vanno diretti l’attenzione e l’impegno dell’Unione”. Le prove alle quali l’Ue “è chiamata a tenere testa – oltre a quella finanziaria e a quella migratoria, quelle ai confini orientale e mediterraneo dell’Unione e l’offensiva terroristica – pongono con forza l’esigenza di rilanciare la sfida per una riforma dei Trattati; ineludibile, come ha osservato il rapporto del Comitato dei saggi presentato nei giorni scorsi alla Presidenza della Camera. Le ambizioni del Trattato di Lisbona, oggi vigente, appaiono inadeguate rispetto alla natura e all’ampiezza delle crisi e anche rispetto all’obiettivo di giungere a una sempre più stretta integrazione continentale”.

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