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Trattati di Roma: Insieme per l’Europa, una preghiera ecumenica venerdì sera nella basilica dei XII Apostoli

In occasione del 60 ° anniversario dei Trattati di Roma, si svolgerà nella capitale una preghiera ecumenica e internazionale venerdì 24 marzo, alle 19.30, nella basilica dei XII Apostoli nel centro della città. A promuoverla è la rete ecumenica “Insieme per l’Europa” che raccoglie più di 300 comunità e movimenti cristiani per esprimere a Roma oggi come allora e “nonostante tutte le sfide, un sì all’Europa”. Rappresentanti della Chiesa e della politica hanno già confermato la loro presenza, tra gli altri, il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Siluan, metropolita della Chiesa rumena-ortodossa in Italia, Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Gerhard Pross, moderatore di “Insieme per l’Europa”, Markku Markkula, presidente del Comitato europeo delle regioni, insieme ad una delegazione. “L’avventura Europa – si legge in un comunicato diffuso oggi – è ufficialmente iniziata 60 anni fa con il Trattato di Roma”. “Oggi, come allora” si incontreranno i capi di Stato dell’Europa “per dare un segno di unità e per rafforzare anche in tal modo il continente, che è in crisi permanente”. “È urgente – scrive “Insieme per l’Europa” – una dinamica costante di rinnovamento per risolvere i principali problemi comuni (ad esempio, il flusso di rifugiati verso l’Europa, i cambiamenti demografici, la Brexit, le differenze storico-culturali ed economiche tra l’Europa orientale e occidentale, le diverse concezioni della democrazia, ecc)”. Alla preghiera ecumenica di Roma si uniranno in questi giorni con altrettante iniziative altre 50 città europee (da Lisbona a Szeged, da Bruxelles a Matera, da Parigi a Lubiana). L’obiettivo della catena europea di preghiere sta nel far vedere al mondo che la fraternità e l’unità – nonostante le differenze culturali e confessionali – sono possibili”.

 

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