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Trattati di Roma: card. Marx (Comece) sulle radici cristiani dell’Europa, “le nostre società sono diventate oggi plurali”

“Naturalmente l’Europa ha forti radici cristiane. Ma questo non deve far dimenticare il fatto che le nostre società sono diventate oggi plurali”. Lo dice il cardinale Reinhard Marx, presidente della Comece, in un’intervista rilasciata al Sir alla vigilia della commemorazione dei 60 anni dei Trattati di Roma. Venerdì 24 marzo i presidenti delle istituzioni europee e i leader europei saranno ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. “Una cosa rimane importante – osserva il cardinale -: l’Europa non può bastare a se stessa. Vale a dire: la fede cristiana è una parte dell’anima dell’Europa. Anche nella crisi, l’Europa non può ruotare solo attorno a se stessa. Con le sue culture e tradizioni filosofiche e religiose, l’Europa deve portare un contributo specifico nel mondo. Pertanto l’Ue deve trovare una maggiore capacità politica, per essere in grado di contribuire positivamente allo sviluppo complessivo del mondo. E questo corrisponde esattamente alla fedeltà alle radici cristiane dell’Europa”. E nel tracciare una via di uscita dalla crisi in cui negli ultimi anni è caduta l’Europa, il cardinale afferma: “Gli europei, nonostante tutte le crisi, devono avere davanti agli occhi il reale stato dell’Europa. Donald Tusk ce lo ha ricordato recentemente: ‘L’Europa è il miglior posto del mondo’. Molti europei hanno dimenticato che l’Europa è nel mondo un luogo desiderato da molte persone, e questo per la situazione economica, per la libertà e per i diritti che qui sono garantiti”. Anche Papa Francesco nel suo discorso al Parlamento europeo del novembre 2014, ha parlato dell’Europa come un “prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità” e “ha chiamato l’Europa – ricorda Marx – a riconoscere e vivere la sua missione. Vale a dire: cercare ciò che ci unisce e servire la pace e uno sviluppo positivo. Questo obiettivo ha trovato fin dall’inizio l’appoggio della Chiesa. E richiama la Chiesa ancora oggi”.

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