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Povertà: Fondazione Zancan, necessarie “scelte coraggiose e di riconversione della spesa assistenziale”

Servono “scelte coraggiose e di riconversione della spesa assistenziale” trasformando “una parte di essa ‘da trasferimenti a servizi’ per le persone e le famiglie”. È la strategia proposta in “Poveri e così non sia” (Il Mulino), il rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, redatto dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. Si tratta di cambiare logica, passando “da costo a investimento” per “ottenere rendimento delle risorse a disposizione, in ‘concorso al risultato’ per poter misurare l’impatto sociale”. Serve- secondo la Fondazione Zancan “una riallocazione di parte di questi fondi, senza togliere diritti, ma riconoscendo la possibilità di esercitarli in modo solidale”, che può essere attuata “dando di più ai poveri e di meno ai ricchi”, “prevedendo forme di riconversione di parte dell’attuale spesa per trasferimenti in servizi agli aventi diritto, con modalità analoghe a quelle utilizzate negli accordi di welfare aziendale”, costituendo “un ‘fondo prima infanzia’ solidale che permetterebbe di gestire 200mila nuovi posti nido, dando lavoro a circa 40mila donne, con l’effetto di calmierare anche i costi di accesso al servizio” e passando “da tante misure che a volte si sovrappongono a una misura unica, governabile, tracciabile, trasparente”. Per la Fondazione Zancan, “con queste premesse almeno la metà dell’attuale spesa per l’assistenza sociale – circa 25 miliardi – potrebbe essere gradualmente trasformata in spesa capace di rendimento e rigenerazione, valorizzando l’incontro tra diritti e doveri”.

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