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Povertà: Fondazione Zancan, “le politiche sociali hanno evidenziato una fragilità strutturale”

“Se quando si trattava di costruire opere e strutture la programmazione e gli interventi pubblici sono serviti e hanno portato frutti, nel cambio di marcia che ha investito la società tutta, e italiana nello specifico, con un aumento progressivo della povertà e delle classi di povertà e la necessità di investire sempre di più sulla persona, le politiche sociali hanno evidenziato una fragilità strutturale, prediligendo la formula dei trasferimenti di denaro a quella dell’erogazione servizi”. Questo, in sintesi, il contenuto di “Poveri e così non sia” (Il Mulino), il rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, redatto dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. Sono “quattro le risorse che attualmente, secondo gli studi della Zancan, remunerano diritti discutibili: assegni familiari (circa 6 miliardi di euro); una parte delle pensioni/assegni sociali e delle integrazioni al minimo delle pensioni di vecchiaia (quasi 10 miliardi di euro in tutto, di cui circa due miliardi dati a ‘pensionati ricchi’), le indennità di accompagnamento (circa 11 miliardi), i trasferimenti a pioggia motivati in diversi modi (circa 19 miliardi negli ultimi 15 anni)”. Per la Fondazione Zancan, serve una riallocazione di una parte di queste risorse, ma “per attuare un serio ed efficace piano di lotta alla povertà, che prevede anche un sostanziale cambiamento culturale e di mentalità va considerata una pianificazione di almeno dieci anni, per passare dall’ideazione alla modellizzazione delle soluzioni, all’implementazione vera e propria”.

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