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Populorum progressio: Vian (L’Osservatore Romano), “enciclica dimenticata ma la visione di Montini resta valida”

“Se è vero che Paolo VI è un Papa lontano nel tempo e di fatto dimenticato, altrettanto vale per l’enciclica Populorum progressio sullo sviluppo dei popoli”. È quanto scrive Giovanni Maria Vian, direttore de “L’Osservatore Romano”, nell’editoriale pubblicato sul numero datato 23 marzo 2017. Pubblicato mezzo secolo fa, il documento – ricorda Vian – “suscitò nel mondo un enorme clamore, pari solo ai contrasti che avrebbe sollevato un anno e mezzo dopo l’Humanae vitae per il controllo naturale delle nascite”. “Nel solenne bilancio del pontificato tenuto il 29 giugno 1978”, aggiunge il direttore, “Paolo VI dichiarò che le due encicliche avevano voluto difendere la vita umana ‘minacciata, turbata o addirittura soppressa’”. Secondo Vian, “come spesso accade nella tradizione cristiana, antico e nuovo si mescolano nella Populorum progressio, testo in radice evangelico e che sa unire con efficacia, e in uno sguardo lungimirante, la stessa esperienza personale di Montini, contributi del pensiero contemporaneo, l’insegnamento sociale dei Papi e la visione di antichi autori cristiani”. “Il testo papale – prosegue – vede lucidamente che la questione sociale non solo è questione morale, ma ha oggi una ‘dimensione mondiale’”. Montini fece riferimento ai suoi viaggi, sia da cardinale che da Papa, “per spiegare una delle affermazioni più incisive dell’enciclica – ‘I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza’ – e dichiararsi ‘avvocato dei popoli poveri’”, osserva Vian, secondo cui, “a grandi linee la visione di Montini resta valida nella sua drammatica e radicale diagnosi: ‘Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli’”. “Come oggi – conclude – pur incompreso da molti, anche nella Chiesa, ripete senza stancarsi il suo successore. Che di Paolo VI sta restituendo la memoria”.

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