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Parliamone sabato: Calvi (Avvenire), “più girone dantesco che servizio pubblico”

“Più un girone dantesco che servizio pubblico. Non a caso, giustamente, la dirigenza Rai ha immediatamente chiuso il programma” scrive Massimo Calvi commentando la trasmissione “Parliamone sabato” andata in onda sulla Rai in cui una slide richiamava i motivi per cui fosse preferibile una fidanzata proveniente dall’Est Europa. “Non è questa la missione del servizio pubblico, non è questa la linea editoriale che abbiamo in mente, ha rilevato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto; non è questa l’immagine delle donne che la Rai vuole diffondere, le parole della presidente Monica Maggioni”. Per Calvi “non diremmo tutto se ci fermassimo alle responsabilità individuali”, se è dichiarato lo sforzo “di restituire dignità e senso al servizio pubblico, vigilando e alzandone il livello”, allora “si prosegua in questa direzione”. Il problema però, sottolinea il giornalista “è che nel tempo è sceso molto in basso, il livello”. Se “non ci fosse stata l’infografica con i consigli per gli acquisti (delle donne) alla fiera dell’Est, probabilmente il confronto sui corpi ‘marmorei’ e ‘sexy’, sarebbe filato via liscio, con solo qualche strascico polemico”. Questo perché ormai “siamo abituati in tv alla banalità, allo squallore, al turpiloquio, alla gratuità mediocre delle scene di sesso che farciscono le fiction, alla libera narrazione della cultura che mercifica i corpi femminili”. E se l’argomento prevalente è che “è la rappresentazione della realtà a costringere la televisione a essere un luogo poco ospitale verso le persone e le famiglie semplici”, “dove sta scritto che deve essere per forza così?”. “Il servizio pubblico – spiega Calvi – è già oggi in gran parte, e può diventarlo ancora di più, quell’isola in cui trovare un rifugio dall’eutanasia della missione educativa che interessa la società”. A patto, conclude, di parlarne non solo sabato: “parliamone tutti i giorni”.

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