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Papa Francesco: udienza, “seminare speranza ci vuole oggi, non è facile!”. Siamo “forti” se stiamo “vicini ai più deboli”

“Seminare speranza ci vuole oggi, non è facile!”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, commentando l’affermazione di san Paolo contenuta all’inizio della lettera ai Romani: “Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi”. “Questa espressione ‘noi che siamo i forti’ – ha spiegato Francesco agli 11mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro – potrebbe sembrare presuntuosa, ma nella logica del Vangelo sappiamo che non è così, anzi, è proprio il contrario perché la nostra forza non viene da noi, ma dal Signore”. “Chi sperimenta nella propria vita l’amore fedele di Dio e la sua consolazione è in grado, anzi, in dovere di stare vicino ai fratelli più deboli e farsi carico delle loro fragilità”, ha ammonito il Papa: “Se noi stiamo vicino al Signore, avremo quella fortezza per essere vicini ai più deboli, ai più bisognosi, di consolare loro e di dare forza a loro. Questo è quello che significa”, ha aggiunto ancora fuori testo. “E questo noi possiamo farlo senza autocompiacimento, ma sentendosi semplicemente come un ‘canale’ che trasmette i doni del Signore; e così diventa concretamente un ‘seminatore’ di speranza”, la ricetta di Francesco. “È questo che il Signore ci chiede – ha concluso a braccio – con quella fortezza e quella capacità di consolare, di essere seminatori di speranza”.

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