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Papa Francesco: udienza, nella Chiesa non c’è “serie A” e “serie B”

La Chiesa “non è una comunità in cui alcuni sono di ‘serie A’, cioè i forti, e altri di ‘serie B’, cioè i deboli”. A puntualizzarlo è stato il Papa, che nell’udienza di oggi ha spiegato come la speranza cristiana “si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco”: “Perché anche chi è ‘forte’ si trova prima o poi a sperimentare la fragilità e ad avere bisogno del conforto degli altri; e viceversa nella debolezza si può sempre offrire un sorriso o una mano al fratello in difficoltà”. “Ma tutto questo è possibile se si mette al centro Cristo e la sua Parola”, l’invito di Francesco: “Perché lui è il forte, è quello che ci da la fortezza, ci dà la pazienza, ci dà la speranza, ci da la consolazione”, ha detto a braccio. “Lui è il ‘fratello forte’ che si prende cura di ognuno di noi”, ha proseguito: “Tutti abbiamo bisogno di essere caricati sulle spalle dal Buon Pastore e di sentirci avvolti dal suo sguardo tenero e premuroso”. “Non ringrazieremo mai abbastanza Dio per il dono della sua Parola, che si rende presente nelle Scritture”, ha concluso il Papa: “È lì che il Padre del Signore nostro Gesù Cristo si rivela come Dio della perseveranza e della consolazione. Ed è lì che diventiamo consapevoli di come la nostra speranza non si fondi sulle nostre capacità e sulle nostre forze, ma sul sostegno di Dio e sulla fedeltà del suo amore”. “Cioè sulla forza di Dio e la consolazione di Dio”, l’ultima aggiunta a braccio.

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