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Legalizzazione cannabis: Bellieni (Univ. Siena), “la droga non è innocua”

Alla ripresa in Parlamento del dibattito sulla legalizzazione della cannabis, “si sentiva il bisogno di un provvedimento simile?” si chiede, da medico, Carlo Bellieni su “Avvenire”. Che ricorda quanto sia “orribile” che il mercato sia in mano alla delinquenza, ma anche “a distanza di un mese”, le parole “della madre del ragazzo suicida a Lavagna: ‘Vi vogliono far credere che fumare canne è normale'”. E prosegue sottolineando che “la droga non è democratica, ma allontana dalla consapevolezza dei veri diritti; perché la droga non è innocua; e perché risolvere il problema senza guardare alle cause non va bene”. In questo senso, evidenzia Bellieni, “sono molti i segnali che arrivano dai singoli, dalle comunità di recupero, dalla letteratura scientifica”. Come dal recente studio epidemiologico americano che “mostra che legalizzare la cannabis ne fa perdere il senso di pericolo e dannosità tra i giovani” o la rivista “Jama” che spiega il fenomeno con le parole della ricercatrice Magdalena Cerdà, dell’Università della California: in alcuni Stati Usa “con la legalizzazione, la marijuana è stata resa meno stigmatizzata, aumentando così le probabilità del suo uso tra i giovani”. In Italia “l’opzione antiproibizionista magari nata con intenti positivi”, allo stato dei fatti “nulla fa contro la banalizzazione dell’assunzione di droghe” concretizzando “un vero e proprio negazionismo che, soprattutto ora, andrebbe invece scoraggiato”. La proposta di legge infatti, spiega Bellieni “ha il difetto di tutti gli antiproibizionismi: pensare e far credere che la droga sia ‘normale'”. Per questo, commenta, “ci piacerebbe invece vedere una legge che avesse al centro la chiara preoccupazione di arginare la diffusione di tutte le sostanze che danno dipendenza come anche di smentire chi racconta che ‘tanto non fanno male'”. E se il consumo del tabacco, scoraggiandone l’uso, “non a caso è calato drasticamente negli ultimi anni”, così come cresce la consapevolezza “che un atteggiamento simile andrebbe esteso anche ad alcol e gioco d’azzardo”, tuttavia si sentono “voci per mettere in guardia dai danni indotti dal consumo di cannabis”. Anzi: “è semmai vero il contrario”. Bellieni riporta i dati Usa: “in Colorado dopo la liberalizzazione i morti per incidenti d’auto legati all’uso di marijuana sono aumentati del 48%, mentre il consumo tra i giovani è cresciuto del 20% e l’uso tra gli adulti del 17”.  E conclude: “chi vuole liberalizzare la cannabis faccia vedere che è veramente cosciente di quanto spiega la letteratura scientifica sui danni indotti: allora discuteremo su quale strada possa essere percorsa che non sia da un lato quella del carcere e dall’altro la vendita al supermarket”.

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