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Giornata mondiale acqua: Pagnoncelli (Ipsos), “italiani sensibili alla necessità di preservare quantità e qualità delle risorse idriche”

“Nonostante il ‘Bloomberg Global Health Index’ indichi l’Italia come il Paese più sano su 163 analizzati anche grazie alla disponibilità di acqua pulita, gli italiani sono comunque sensibili alla necessità di preservare la quantità e qualità delle risorse idriche. Solamente il 24% dei nostri connazionali è convinto che l’attuale trattamento delle acque di scarico sia gestita in maniera efficace e non costituisca una minaccia alla tutela di quelle pulite”. È quanto afferma Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. Per l’occasione Ipsos ha condotto una ricerca a livello globale per capire quanto i cittadini di 24 paesi siano informati e consci del problema. A livello globale, si legge in una nota, “in molti sembrano essere consapevoli del problema” relativo al fatto che “le acque reflue” vengano per la maggior parte riversate nell’ambiente “senza essere in alcun modo trattata o ripulita”. Non a caso, solo il 34% degli intervistati “afferma di essere convinto che le acque reflue nel proprio Paese non rappresentino un pericolo per la fornitura di acqua pulita”. Sono Ungheria (67%), Germania (60%), Gran Bretagna (52%) e Svezia (51%) i Paesi in cui maggiormente si confida nella buona gestione delle acque reflue, mentre i Paesi meno fiduciosi sono Colombia e Brasile (17%), seguiti da Messico (19%) e Argentina (20%). Rispetto al rischio di un più difficoltoso approvvigionamento di acqua potabile nei prossimi 5-10 anni a causa dell’attuale crescita industriale e demografica, le più preoccupate sono le popolazioni di Colombia, Argentina, Cile, Perù e Messico (tutti oltre il 60%) mentre esprimono meno preoccupazione i giapponesi (16%) e tedeschi, svedesi e britannici (tutti al 29%).

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