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Germania: 80 anni fa repressione nazista dopo condanna del III Reich da parte di Pio XI . Bishof (storico), “risposta ferma della S. Sede”

Nei giorni tra il 22 ed il 23 marzo 1937 il regime nazista reagì con violenza estrema alla diffusione e lettura nelle parrocchie e nelle associazioni cattoliche tedesche della lettera enciclica di Papa Pio XI “Mit Brennender Sorge” (Con viva ansia), datata 14 marzo 1937: l’enciclica fu scritta per rimarcare il distacco e il rifiuto della Chiesa rispetto al III Reich nazista. Lo storico della Chiesa Franz Xaver Bishof, docente presso l’università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera, definisce la lettera “la risposta più forte che la Santa Sede ha adottato nella sfida al nazismo”, perché “la Chiesa alla fine si rende conto della incompatibilità della dottrina cattolica con l’ideologia di Hitler”. L’enciclica, nata da un carteggio segreto tra l’allora arcivescovo di Monaco-Frisinga, cardinale Michael Faulhaber, e Pio XI, divenne poi la base per l’attività anti-nazista del successore Pio XII. Il razzismo, il redivivo paganesimo germanico, il principio della guida incondizionata del Führer e il nazionalismo assoluto del nazismo sono respinti in maniera decisa nell’enciclica, che venne stampata nella più assoluta segretezza in 300mila copie, inizialmente (caso unico) in tedesco quindi in latino. Il regime nazista “aveva considerato l’enciclica come una dichiarazione di guerra”, conferma Bishof, e reagì con violenza vietando le associazioni cattoliche, espropriando o chiudendo le scuole confessionali, incarcerando o sottoponendo a persecuzioni moltissimi sacerdoti. La repressione anticattolica divenne una regola da quel giorno.

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