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Bruxelles, a un anno dagli attentati: card. De Kesel, “resistere con tutte le forze al terrore della paura”

“Resistere al terrore della paura” e “continuare a tenderci reciprocamente la mano”. È questo il messaggio lanciato questo pomeriggio dal cardinale di Malines-Bruxelles, Jozef De Kesel, nella veglia di preghiera che si sta svolgendo nella cattedrale di Saints-Michel et Gudule. Esattamente un anno fa, dalle 8.07 alle 9.11 del mattino, Bruxelles veniva attaccata da un commando di terroristi. Morirono 32 persone: 16 all’aeroporto, gli altri nella stazione della metropolitana di Maelbeek.
“Se siamo riuniti qui stasera – ha detto il cardinale – è perché non vogliamo dimenticare. Non vogliamo e non possiamo dimenticare quello che è successo un anno fa. Non possiamo dimenticare le vittime che hanno perso la vita, né coloro che sono rimasti gravemente feriti e chi ancora sta guarendo. Non possiamo dimenticare le loro famiglie e tutti coloro che sono ancora e per sempre in lutto. Non possiamo dimenticare l’impegno dei servizi di soccorso e di emergenza. No, non vogliamo dimenticare. E non per fissarci sul passato. Ma perché, ricordare apre la strada verso il futuro”.
“La minaccia del terrore è ancora sempre lì”, ha detto l’arcivescovo della città. “Sono stati colpiti la nostra società, il nostro vivere insieme, la nostra libertà e i valori che ci uniscono. E ora la paura e l’angoscia si sono impadronite dei nostri cuori. Cerchiamo il colpevole. Ed è l’altro, colui che non è come me, che non è di qui e continuo a percepirlo come un estraneo. Si ha paura di perdere l’identità. L’angoscia ci pervade. Ed è un sentimento vero, che si comprende. Ma è una tentazione. Una tentazione a cui si deve resistere con tutte le forze”. Il cardinale si rivolge in particolare alle Chiese e alle Comunità religiose chiedendo loro di “aiutare i nostri contemporanei a resistere”.
“Questa è la nostra preghiera stasera: che possiamo vincere la paura e continuare a tenderci reciprocamente la mano condividendo la vita nel rispetto dell’altro, in fraternità e amicizia, nella solidarietà”.

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