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Attacco a Londra: Scotland Yard, “è morto anche il poliziotto” di guardia davanti a Westminster

Anche il poliziotto che era di guardia a Westminster, attaccato con un coltello da un attentatore, è morto. Lo ha appena riferito un ufficiale di Scotlad Yard in una seconda, improvvisata conferenza stampa. “Le operazioni continuano. Siamo convinti che si tratti di un attacco terroristico. Un’auto ha attraversato il ponte di Westminster – dice – e ha travolto e ferito diverse persone. Almeno un uomo ha cercato di entrare in parlamento con un coltello”, affrontato e fermato dal poliziotto poi ucciso. “L’attentatore è stato a sua volta ucciso. Ci sono una ventina di feriti”. “Questa indagine raccoglie tutti gli esperti del controterrorismo. Se qualcuno, è il nostro appello, ha visto qualcosa è pregato di mettersi in contatto con la polizia. Servono tutti gli elementi possibili. Se occorre, chiederemo l’aiuto dell’esercito”. L’ufficiale afferma: “È un giorno che avremmo voluto non accadesse, ma abbiamo reagito con forza”. Ci sono arresti? “L’indagine continua, non posso al momento dare dei dettagli. Abbiamo notizie confuse, stiamo raccogliendo ogni informazione. Non sappiamo se nel Suv ci fosse una sola persona o due”. Quindi un messaggio ai cittadini: “Tutti siano vigili, non occorre avere paura ma bisogna essere attenti”.
“Confermo che siamo fermi e decisi, accanto al Regno Unito, nella lotta al terrorismo”. Angela Merkel invia un messaggio di solidarietà al governo di Londra. Messaggi dello stesso tenore arrivano da tutti i Paesi europei, dalle istituzioni Ue (oggi impegnate a commemorare gli attentati di un anno fa) e da Washington. Intanto la polizia dirama un appello a non diffondere mediante internet e i social immagini di persone ferite o comunque coinvolte negli attacchi di Londra. Emerge, in questi attacchi, il ruolo dei social e dei video e delle foto provenienti da amatori che da una parte forniscono elementi utili a Scotland Yard ma dall’altra possono ledere la privacy.

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