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Prolusione Card. Bagnasco: Garelli (sociologo), “uno stile costruttivo e senza ostentazione”

La prolusione del cardinale Angelo Bagnasco è lo specchio fedele dello stile della presenza della Chiesa italiana ai tempi di papa Francesco, così Umberto Folena su “Avvenire di oggi sintetizza le parole di Franco Garelli, ordinario di sociologia dei processi culturali all’Università di Torino, intervistato sulla Prolusione di ieri del cardinale presidente. Uno stile “racchiuso nelle tre parole usate dal presidente della Cei: ‘Umiltà, obbedienza, discrezione'”. Tre parole che sono “una sintesi felice” che “descrivono lo stile di Bagnasco, il modo in cui ha esercitato la sua leadership”. Per Garelli il tratto distintivo di temi affrontati risiede nel “duplice tono di denuncia e di proposta, assieme, sempre. Coglie le ambivalenze, mette in guardia dagli aspetti negativi ma immediatamente ne sa individuare i possibili sviluppi positivi. È come se dicesse: in ogni problema sono racchiuse sfide e opportunità; in ogni problema occorre saper vedere le note positive su cui far leva per una soluzione”.
Il sociologo prende ad esempio la parte del testo in cui il card. Bagnasco parla di giovani e lavoro: “non nasconde che esiste il dramma della disoccupazione, ma invita anche a prendere in considerazione qualcosa che in Italia suscita resistenza, l’ipotesi di cambiare mestiere”. Così come sulla decrescita demografica “non si limita alla denuncia e al lamento” ma “sottolinea quanto i giovani desiderino in realtà una famiglia e dei figli”. Garelli sottolinea che “Bagnasco fa bene a ricordare che la Chiesa c’è e non è assente, anche se i media raramente rilanciano la sua azione”. Nel raccontare l’accoglienza e i progetti per i migranti, evidenzia Garelli, il tutto non è detto “con spirito rivendicativo, ma come dato di fatto. E dispiace che l’opinione pubblica ne venga informata così poco”. E conclude: “Questo è lo stile di Bagnasco e della Chiesa italiana degli ultimi tempi: costruttivo senza ostentazione”.
Infine, il sociologo sottolinea la “chiave costruttiva” del processo con cui sarà presentata al Papa la terna di nomi per la futura presidenza della Cei.

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