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Riforma della Chiesa: mons. Becciu (Santa Sede), “deve toccare la vita di tutti i suoi membri ed essere da tutti condivisa in un cammino comunitario”

“La Chiesa si riforma non per il gusto del cambio ad ogni costo, ma per una sempre maggiore fedeltà al Signore e al progetto primordiale del suo essere”. È quanto afferma monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano, in un’intervista pubblicata nel libro “Vaticano” (Città Nuova). “La riforma della Chiesa è un processo continuo fin quando essa si trova nella storia”, aggiunge Becciu, osservando che “dialogare con i tempi, i luoghi e la storia reale del popolo di Dio alla luce del Vangelo implica un esercizio continuo di discernimento spirituale, di revisione, di conversione”. Inoltre, “la Chiesa ha bisogno di una riforma che tocchi la vita di tutti i suoi membri, nessuno escluso, e che sia da tutti condivisa in un cammino comunitario”. “Non bisogna confondere la fedeltà alla dottrina con l’ideologia di chi non vuole cambiare mai”, prosegue Becciu, rilevando che “nello stesso tempo occorre sempre far memoria, perché la novità della missione non è mai uno sradicamento e non fiorisce se germoglia dall’oblio della fede dei padri”. Secondo il sostituto della Segreteria di Stato, “la Chiesa è sinodale per sua natura e non per una scelta di tipo organizzativo o ‘politico’”. Infatti, “come popolo in cammino verso ‘la verità tutta intera’, la Chiesa discute e dialoga, e i suoi membri esercitano l’arte dell’ascolto reciproco in un atteggiamento di apertura e accoglienza verso ciò che il Signore suggerisce”.

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