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Riforma della Chiesa: Melloni (storico), “Francesco sta facendo emergere un desiderio di sinodalità per istanze veramente riformatrici”

“Francesco sta facendo emergere un desiderio di sinodalità, di comunione sinodale, in modo da far uscire da questo desiderio delle istanze veramente riformatrici”. Lo afferma lo storico Alberto Melloni in un’intervista pubblicata nel libro “Vaticano” (Città Nuova). “Il grosso dei problemi di cui la Chiesa soffre e di cui ha sofferto dopo il turbinoso periodo del papato ratzingeriano erano le questioni generali della vita della Chiesa, non quelle dell’una o dell’altra sua parte”, osserva Melloni, secondo cui “Papa Francesco, con grande saggezza, ha preso la riforma della Curia con le molle, con una lentezza impressionante al punto che sembra a volte quasi immobile, come se la questione centrale non fosse quella”. Ma, prosegue, “se il Papa è convinto che le riforme migliori siano quelle fatte a norme invariate e convertendo i nemici, non c’è altro da fare che aspettare, che avere pazienza”. Rispetto alle decisioni prese fin qui da Francesco, per lo storico “le misure che hanno riguardato lo Ior e le finanze vaticane sono state quelle fatte forse con maggior fretta e con minori risultati” mentre “la riforma della Curia è stata convincente, invece, nella sinodalità, nel tentativo di riuscire a far lavorare i vescovi in modo sinodale”. Melloni parla anche della presenza delle donne e dei rapporti laici-chierici, papato-gerarchia, autorità-popolo. Per lo storico, “il problema è che la luminosità evangelica di Francesco può avere due effetti: suscitare una corrispondente luminosità evangelica nella Chiesa” o “suscitare un atteggiamento di tipo ‘spettatoriale’” per il quale “ci si mette in poltrona a guardare com’è bello il cristianesimo”.

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