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Pedofilia: don Di Noto (Meter), “crimine” e “nuova forma di schiavitù che richiede intervento globale”

“La pedofilia non è una malattia, ma un crimine. Nel 99,9% dei casi le condotte pedofile sono lucide e quindi perseguibili penalmente”, afferma don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter che da 25 anni si occupa di lotta alla pedofilia e agli abusi sui minori, richiamando una sentenza della Corte di cassazione del 2013. Presentando questa mattina nella sede nazionale di Avola (Siracusa) il report 2016, don Di Noto definisce la pedofilia “una nuova forma di schiavitù” favorita “dall’indifferenza di molti e da quella cultura economica che quantifica in denaro tutto ciò che è mercificabile”, amplificata “globalmente dalla pedopornografia online” e sostenuta dai movimenti pro-pedofili che giustificano questa devianza “ritenendola un orientamento sessuale che la società deve accettare socialmente, politicamente, culturalmente e religiosamente”. Per il sacerdote, “parlare significa prevenire, svelare i silenzi, aiutare le vittime e, per quanto possa sembrare strano, anche i carnefici”. “Sopravvissuti”: così vengono chiamati durante la crescita e da adulti i bambini abusati: un termine che indica l’orrore della violenza subita che provoca la “morte immediata” di “una parte del loro essere”. “Noi non salveremo tutti i bambini del mondo – conclude don Di Noto -, ma alcuni li abbiamo liberati e guariti. La pedofilia è una nuova forma di schiavitù, un crimine che richiede un intervento gobale ed un cambiamento radicale del punto di vista di tutti”.

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