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Consiglio europeo: i 27 capi di Stato e di governo “limano” la Dichiarazione di Roma per il 60° dei Trattati

Manifesto per la firma dei Trattati di Roma, marzo 1957

(Bruxelles) Al Consiglio europeo, riunito in seduta “informale” (senza la presenza della premier britannica Theresa May) a Bruxelles, si lavora a limare la Dichiarazione che dovrebbe concludere le prossime celebrazioni del 60° dei Trattati istitutivi, che si terranno a Roma il 24 e 25 marzo. Il 24 è in programma un summit sul “pilastro sociale” dell’Unione europea; quindi l’incontro dei leader con Papa Francesco in Vaticano. Il 25 in Campidoglio, una seduta ufficiale, con discorsi dei responsabili delle istituzioni Ue e la proclamazione della Dichiarazione che, prendendo spunto dalla storia della Comunità, delinei nuovi obiettivi del cammino di integrazione ed eventualmente nuove “formule politiche” (fra cui un possibile accenno all’“Europa a diverse velocità”). Brexit e nazionalismi, crisi economica e migratoria, minacce esterne e sicurezza, sono alcuni degli argomenti in discussione: il vertice odierno si dovrebbe concludere nel primo pomeriggio. I trattati di Roma, firmati appunto in Campidoglio il 25 marzo 1957, davano vita alla Comunità economica europea (Cee) e alla Comunità europea dell’energia atomica (Ceea o Euratom): furono sottoscritti dagli stessi sei Paesi che nel 1951 avevano dato vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca): Italia, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

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